Vincenzo Foppa fu uno dei più grandi esponenti del Rinascimento non solo bresciano e lombardo ma anche italiano. Nato a Bagnolo Mella – Brescia – nei suoi primi anni di formazione artistica poté ammirare le opere di Gentile da Fabriano, Jacopo Bellini e dei più importanti artisti toscani e veneti.

Vincenzo Foppa: Madonna con bambino e angelo-Itinerari Brescia

Le sue prime opere riflettono la fedeltà alla tradizione del gotico internazionale, ma si possono già notare elementi innovativi come il superamento della rigidità della prospettiva a favore di una maggior attenzione per la luce.

Nel 1455 si trasferì a Pavia, allora soggetta al dominio degli Sforza di Milano; le opere realizzate in questo periodo sono chiaramente ispirate a Donatello e al Mantegna, anche se sono già evidenti gli accenti naturalistici e veristici, oltre ad uno sviluppo sempre maggiore nella resa della luce.

Nel 1461 si recò a Genova, città che rappresentava il principale emporio per quanto riguarda l’arte nordica, dove venne a contatto con la pittura fiamminga grazie anche a Donato de’ Bardi, importante artista del primo ‘400.

Vincenzo Foppa Adorazione. Detroit-Itinerari Brescia

Nel 1463 venne chiamato da Francesco Sforza a Milano, dove realizzò una serie di grandi affreschi a tema storico. In questo periodo Foppa elabora nei suoi lavori quella che sarà poi definita la”prospettiva lombarda”: un’attenzione alla geometria e alla prospettiva di matrice toscana unita al naturalismo dell’ambiente e al ruolo fondamentale della luce che rende più realistiche e umane le scene rappresentate.

Foppa ha ormai raggiunto la sua piena maturità artistica quando, nel 1475, affresca la volta della cappella Averoldi nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Brescia.

Vincenzo Foppa: Giovane Cicerone in lettura-Itinerari BresciaVincenzo Foppa: L'adorazione dei Re-Itinerari Brescia

Nell’ultima parte della sua carriera si avvicina all’arte del Bramante;  le operedi questi anni sono caratterizzate da un’ampiezza monumentale e solenne, in cui comunque le peculiarità artistiche del Foppa nell’uso della luce e del colore predominano vedi: Pala della Mercanzia, Pinacoteca Tosio Martinengo

Negli ultimi anni di vita, quando il leonardismo era ormai imperante anche in Lombardia, l’artista si ritirò a Brescia, e diffondendo le sue conoscenze e la sua arte pose le basi per lo sviluppo della scuola bresciana del ‘500.