La voglia di modernità…

Tra il 1928 e il ‘32, nell’ambito dei risanamenti urbanistici voluti dal regime nei centri storici delle città medio-piccole del nord Italia, nasce il Torrione di piazza della Vittoria a Brescia, il primo grattacielo in cemento armato.


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Il grattacielo nasce come nuovo genere architettonico a Chicago, in seguito all’incendio del 1871 che rase al suolo la città dell’Illinois. Caratterizzato da una grande volumetria concentrata su una piccola superficie e da una struttura modulare di semplice e rapida realizzazione, divenne immediatamente l’emblema architettonico dell’America industriale e tecnologica, specchio di una società in ascesa a livello mondiale. L’origine del termine statunitense skyscraper è da ricercarsi nella parola che veniva utilizzata nel XVIII secolo per indicare gli altissimi alberi maestri che reggevano le vele nelle navi inglesi.

Il Torrione di Piazza della Vittoria: il primo grattacielo d'Italia

Il primo grattacielo in assoluto è considerato quello della Home Insurance Company, di 13 piani, costruito a Chicago nel 1885, superato cinque anni più tardi dal Manhattan Building di New York, di 3 piani più alto. A partire dal 1908 inizi in quest’ultima città una vera e propria competizione, che coinvolse centinaia di società finanziarie e migliaia di persone fra architetti, operai ed ingegneri, nella costruzione del più alto edificio al mondo.

Lo sono stati, nella città simbolo degli U.S.A. l’Empire State Building, di 381 metri, realizzato nel 1931 su progetto di Shreve, Lamb and Harmon con 102 piani e le tristemente note torri gemelle del World Trade Center di Minoru Yamasaki, Emery Roth & Sons, di 110 piani, alte 417 metri fino al loro abbattimento di matrice terroristica del 2001.

Il Torrione di Piazza della Vittoria: il primo grattacielo d'Italia

Marcello Piacentini

In Italia il grattacielo nasce durante il ventennio fascista, sulla scia dell’influenza internazionale esercitata dalla Scuola di Chicago, la madre di questo soggetto architettonico. I contatti tra progettisti europei e statunitensi sul tema “skyscraper” toccarono l’apice in occasione del concorso per la Chicago Tribune Tower del 1922, a cui parteciparono da Loos a Gropius e Meyer, dai Taut all’italiano Marcello Piacentini. È quest’ultimo l’artefice, non privo di contraddizioni, della nascita del grattacielo in Italia.

L’architetto del novecentismo di regime, dapprima ostile verso l’elevazione in altezza degli edifici, per ragioni storiche ed estetiche, ripiega in un secondo tempo sulla necessità di variare le altezze del costruito, non disdegnando le “torri” con argomenti diametralmente opposti a quelli iniziali.

È così che sorse, tra il 1928 e il ‘32, nell’ambito dei risanamenti urbanistici voluti dal regime nei centri storici delle città medio-piccole del nord Italia, il Torrione (guai associarlo alla Scuola di Chicago, meglio allinearlo alla tradizione costruttiva italica della torre civica) di piazza della Vittoria a Brescia, di 13 piani, il primo grattacielo in cemento armato.

Il Torrione di Piazza della Vittoria: il primo grattacielo d'Italia

Il Novissimo Melzi del 1960 lo incluse nell’elenco degli edifici più alti del mondo, col nome “Casa Alta” attribuendogli 60 m di altezza. Seguirono numerose “torri” più alte: dalla Torre Littoria di Torino del 1932, alta 109 metri (la prima in Italia con struttura in acciaio), alla Torre di Sestriere (unico caso alpino a 2000 metri di quota), dalla milanese Torre SNIA del ‘37, fino alla Terrazza Colombo di Genova del 1940, detta anche Torre Piacentini, di ben 31 piani.

Il più alto edificio d’Europa

L’Illustrazione Italiana, rivista settimanale degli avvenimenti e personaggi contemporanei sopra la storia del giorno, la vita pubblica e sociale, scienze, belle arti, geografia e viaggi, teatri, musica, mode, ecc. indica nel 1932, il Torrione di Brescia, come il più alto edificio d’Europa. Di certo, al momento della sua inaugurazione, fu il primo grattacielo italiano.

Il Torrione di Piazza della Vittoria: il primo grattacielo d'Italia

È interessante sottolineare almeno due aspetti di questa “importazione tipologica”: per la gioia degli appassionati di numerologia, si ha il medesimo numero di piani, 13, del primo grattacielo italiano e del primo americano (e mondiale); c’è un filo diretto che lega la storia del grattacielo tout court, tipicamente americana, con la storia del grattacielo in Italia e in Europa, nel suo esordio bresciano.

Il Torrione di Piazza della Vittoria: il primo grattacielo d'Italia

Marcello Piacentini, adattò per la nuova piazza di Brescia il progetto di grattacielo (ma il regime impose di definirlo “edificio multipiano” o “torrione”) con cui l’architetto nel ’22 aveva partecipato, con esito negativo, al noto concorso americano per la Chicago Tribune Tower (evento chiave nello sviluppo del grattacielo come genere architettonico internazionale). Con i medesimi presupposti realizzò poi, nel 1940, il grattacielo Piacentini di Genova (o Terrazza Colombo).

Il Torrione di Piazza della Vittoria: il primo grattacielo d'Italia

Il Torrione di piazza Vittoria, con struttura in cemento armato, alto 57 metri, aveva un ristorante panoramico all’ultimo piano (poi studio di architettura dell’architetto Fedrigolli) raggiungibile per mezzo di un modernissimo ascensore elettrico. Nell’aspetto ricalca il gusto eclettico dei primi grattacieli americani, con archi e rivestimento in mattoni a vista, scostandosi dal candore della bicromia marmorea degli altri edifici della piazza. Sul basamento porticato campeggiava un bassorilievo di Arturo Martini, oggi perduto.

Il Torrione di Piazza della Vittoria: il primo grattacielo d'Italia

Le cronache del giorno dell’inaugurazione narrano, con un filo di retorica, che Mussolini sfidò il nuovissimo ascensore elettrico: scelse le scale e salì a piedi i 13 piani del grattacielo, giungendo per primo alla terrazza panoramica, senza che i molti inseguitori riuscissero a tenergli il passo…

Il Torrione di Piazza della Vittoria: il primo grattacielo d'Italia

Piero Galli

Fotografie di Laura Gatta

Vi consigliamo di leggere anche gli altri articoli che abbiamo dedicato a piazza della Vittoria e al Torrione:

– Passeggiate bresciane – Prima parte e seconda parte.

Brescia di notte

Piazza della Vittoria

Piazza del Mercato

Bibliografia

– A.A.V.V., Il mondo delle torri: da Babele a Manhattan, Mazzotta Edizioni, Milano, 1990.

– Arnheim Rudolf, La dinamica della forma architettonica, Feltrinelli, Milano, 1985.

– Bennet David, Grattacieli, DeAgostini, 1996.

– Il novissimo Melzi – Antonio Villardi Editore – 1960

– Irace Fulvio, La città che sale, Arcadia Edizioni, Milano, 1988..

– Robecchi Franco e Treccani Gian Paolo (a cura di), Piazza della Vittoria, Grafo, Brescia, 1993.

– Terranova Antonino, Grattacieli, edizioni White Star, 2003.

– Zevi Bruno (a cura di), Concorso per il Chicago Tribune, Testo&Immagine, Torino, 2002.