Dal 1438 San Faustino e Giovita sono i patroni di Brescia e vengono commemorati il giorno 15 febbraio.

 

In tale data si svolge un’importante fiera lungo Via San Faustino. La leggenda racconta che entrambi erano figli di una nobile famiglia pagana di Brescia ed entrarono presto nell’ordine equestre diventando cavalieri.

Attratti dal Cristianesimo, dopo lunghi colloqui con il vescovo sant’Apollonio, chiedono e ottengono il battesimo. Il successo riscosso dalla loro predicazione fa sì che divengano molto noti a Brescia e poco amati dall’élite pagana.

I santi Faustino e Giovita condotti al martirio - Museo di Santa Giulia - Itinerari Brescia - Origine Foto: Internet

I santi Faustino e Giovita condotti al martirio

Il governatore Italico ordinò che fossero dati in pasto alle belve del circo e furono rinchiusi in una gabbia con delle tigri. Le fiere rimasero mansuete e si accovacciarono ai loro piedi; il miracolo ebbe come effetto la conversione di molti spettatori tra cui anche la moglie del governatore Italico, Afra che diverrà un giorno anche lei martire e sarà proclamata santa.

Venne ordinato che i giovani fossero scorticati vivi e messi al rogo. Il martirologio racconta come il fuoco non toccò gli abiti di Faustino e Giovita e le conversioni in città ebbero ancora più larga diffusione.

Furono quindi incarcerati a Milano dove subirono svariate torture, quindi trasferiti a Roma e anche qui furono dati in pasto alle fiere, ma nuovamente ne uscirono indenni. Furono imbarcati e mandati a Napoli, e la leggenda narra che grazie a una loro intercessione una tempesta durante il viaggio si placò.

Le torture continuarono, infine si decise di spingerli nel mare su una barchetta che però tornò a riva; secondo la leggenda fu tratta in salvo dagli angeli.

Facciata della chiesa di San Faustino Maggiore - Itinerari Brescia - Origine Foto: Internet

Facciata della chiesa di San Faustino Maggiore

A seguito di questa lunga serie di eventi furono riportati a Brescia e il 15 febbraio decapitati, poco fuori porta Matolfa.

I corpi furono sepolti nel cimitero di san Latino e nello stesso luogo il vescovo Faustino successivamente fece edificare la chiesa di san Faustino ad sanguinem, poi intitolata a Sant’Afra e attualmente consacrata alla memoria di Sant’Angela Merici.

I due santi erano molto venerati dai Longobardi che ne portarono il culto anche a Viterbo.
Un’altra leggenda racconta che durante l’assedio che Brescia subì nel 1438 per mano dei milanesi, i due santi apparvero per aiutare i bresciani a respingere le cannonate milanesi.

A seguito della vittoria contro Milano vennero proclamati patroni di Brescia, ai quali fu aggiunta nel 2010 anche Sant’Angela Merici.

Chiesa di San Faustino e Giovita - Fotografia di Laura Gatta - Itinerari Brescia

Le spoglie dei santi furono conservate sino al nella chiesa di San Faustino in sanguinem (oggi Sant’Angela Merici) e nell’806 furono traslate nella chiesa di Santa Maria in Silva (oggi San Faustino Maggiore).

Nei pressi di Porta Bruciata, in via Musei, esiste una piccola chiesa recentemente restaurata, la chiesa di San Faustino in riposo, eretta nel XII secolo come luogo votivo dove le spoglie dei due santi sostarono durante la traslazione trasudando sangue.

Lorenzo Del Pietro