Il Santuario della Madonna delle Fontane (un tempo detto alla Fontana) è indubbiamente il più rinomato e sontuoso fra quelli presenti nel comune di Caino. È immerso nella valle di S. Giorgio, in un tranquillo bosco poco distante dal paese ed è molto frequentato dagli abitanti durante la bella stagione. Facilmente raggiungibile anche da escursionisti inesperti, sorprenderà per la sua eleganza, insolita per una chiesetta montana.

Visualizzazione ingrandita della mappa

Si giunge al santuario dopo aver percorso per intero la salita di via Villa Mattina ed attraversato la Piana delle Castagne (che funge fra l’altro da parcheggio), lungo un’ampia strada che si immerge tra i boschi e le sorgenti della valle di S. Giorgio (il cammino poi prosegue fino all’omonimo eremo che, dall’alto di uno sperone, sovrasta il paese di Caino).

Sulla strada per il santuario - Itinerari Brescia - Fotografia di Francesca Emer ©

La piccola chiesa della Madonna delle Fontane si presenta di scorcio, attraverso la prospettiva del viale acciottolato, cinta ai lati da alti muri su cui sono disposte due fontane-santelle; dopo una breve ma ripida scalinata si incontrano una rustica fontanella circolare a due vasche ed il portico del santuario, il tutto racchiuso in un ben curato giardinetto.

Veduta invernale - Itinerari Brescia - Fotografia di Francesca Emer ©

La fondazione del santuario è legata ad una leggenda popolareSi narra che la Beata Vergine Addolorata, nelle insolite vesti di una donna anziana, apparve ad un pastoremandriano muto, intento ad intagliare un bastone all’imbocco della valle di S. Giorgio. La Madonna suggerì all’uomo un miracoloso rimedio per risanare la popolazione afflitta da una terribile epidemia: “mungi la tua mucca e offri ai colpiti dal male un cucchiaio di latte; chi avrà fede in Dio e nella Madonna riavrà la salute”. In quell’istante il mandriano acquistò miracolosamente l’uso della parola, divulgando così il rimedio suggerito dall’Addolorata . Ben presto la notizia delle miracolose guarigioni di Caino si diffuse nei centri vicini e nuovi fedeli accorsero ad elargire offerte per la costruzione di una cappelletta, che lì sorse in onore della Beata Vergine.

Alcuni ex voto sono ancora conservati all’interno del santuario, presso il quale la gente del luogo si raccoglie in preghiera in occasione di alcune solennità, fra cui quella dedicata all’Addolorata, la seconda domenica di settembre.

Dettaglio della facciata e della fontana posta di fronte all’ingresso - Itinerari Brescia - Fotografia di Francesca Emer ©Facciata del santuario - Itinerari Brescia - Fotografia di Francesca Emer ©

Secondo Emilio Guzzoni il santuario originario, ricordato come semplice santella (risalente in un periodo XVI ed il XVII secolo) , sarebbe stato edificato per chiedere la liberazione da una pestilenza. La primitiva cappelletta conteneva un’ immagine dell’Addolorata, alla quale fu dedicata anche la chiesa nuova.

Il suo progetto fu approvato il 20 agosto del 1743, anno nel quale furono versate delle offerte alla chiesetta, grazie all’iniziativa di don Ghedi che volle anche l’istituzione della confraternita dell’Addolorata, eretta il 13 aprile 1753; nel 1777 venne completato il portico esterno.

Fontana all’ingresso - Itinerari Brescia - Fotografia di Francesca Emer ©Gli affreschi sulla cupola - Itinerari Brescia - Fotografia di Francesca Emer ©

La chiesa fu ideata con ogni probabilità dall’architetto Domenico Corbellini; l’insieme della costruzione è di notevole armonia e coerenza stilistica, certamente opera di un architetto preparato tecnicamente ed artisticamente, oltre che molto attento al gusto del tempo.

L’alta ed elegante facciata neoclassica, dal frontone triangolare, introduce all’armoniosa complessità dell’interno, in una successione di volumi dalla forte plasticità, unificati attraverso il ritmo di colonne binate e paraste. Il portico, con l’ampia apertura a serliana e la cornice aggettante poggiata su semicolonne ioniche con controlesene, immette nella chiesa ad aula, che termina nel presbiterio voltato a vela.

L’interno del santuario - Itinerari Brescia - Fotografia di Francesca Emer ©Affresco sulla volta - Itinerari Brescia - Fotografia di Francesca Emer ©

Lungo la navata quattro poderosi pilastri con semicolonne corinzie sorreggono una piccola cupola dalla lanterna cilindrica, resa eterea dalla luce che filtra dalle sue ampie finestre. La costruzione si presenta in muratura a rustico, che si amplia all’interno, dove è arricchita da sontuosi stucchi, dagliaffreschi settecenteschi e dal ricco altare marmoreo.

Il piccolo vano quadrato voltato a botte è illuminato da una finestrella con cornice in stucco finemente lavorata e circondata da angioletti dipinti ad affresco; la scena della Via Crucis, il Cristoe laVeronica, risale alla prima metà del XIX secolo.

Testo e Fotografie tratti dalla tesi di Francesca Emer: ” LA VALORIZZAZIONE DELL’ALTA VALLE DEL GARZA, DELLA VALLE DEL VRENDA E DELL’ALTOPIANO DI CARIADEGHE – Reportage fotografico tra marketing territoriale e sapori della natura”.

Francesca Emer possiede un interessante sito internet e una meravigliosa pagina Facebook. Vi consigliamo di visitarle.