Nel cuore di Brescia

In via Musei, all’angolo con via Gabriele Rosa, c’è una chiesa che pochi bresciani conoscono, ma che è un vero e proprio gioiello da poco restituito alla città: la chiesa di Santa Maria della Carità.


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La chiesa nasce per volontà della contessa Laura Gambara, la quale, nel 1532, fondò l’Istituto delle Convertite della Carità con l’intento di accogliere le prostitute che avevano deciso di cambiar vita e le donne che erano state vittime delle violenze dei soldati francesi agli ordini di Gaston de Foix, durante il Sacco di Brescia del 1512.

Santa Maria della Carità: il gioiello ritrovato!

Nel 1538 l’Istituto si stabilì in via Musei nel palazzo della contessa Gambara morta l’anno precedente.

Santa Maria della Carità: il gioiello ritrovato!

Nel 1543 è eretta una chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena e un secolo dopo, grazie al gran numero di donazioni, iniziano i lavori per la creazione di una chiesa, su progetto di Agostino Avanzo, che potesse ospitare una fedele riproduzione della Santa Casa di Loreto: nel 1655 la chiesa era terminata.

Santa Maria della Carità: il gioiello ritrovato!Santa Maria della Carità: il gioiello ritrovato!

1739: nasce il monastero

Nel 1739 l’Istituto è trasformato in monastero e nel 1795 l’attuale struttura del monastero è completata su progetto del Donegani e del Merlini. Il portale d’ingresso risale invece al 1744 e le statue che lo ornano lateralmente sono del Feretti e di Alessandro Calegari.

Santa Maria della Carità: il gioiello ritrovato!Santa Maria della Carità: il gioiello ritrovato!

Nel 1895, a seguito della legge Crispi sul concentramento delle Opere Pie, il convento viene soppresso e lo stabile venduto a Maddalena Girelli, da qui ha origine l’Istituto del Buon Pastore – da questo momento per i bresciani del centro sarà nota come la chiesa del Buon Pastore – le cui principali mansioni furono la produzione di ostie e di paramenti liturgici.

Santa Maria della Carità: il gioiello ritrovato!Santa Maria della Carità: il gioiello ritrovato!

Il monastero, nel 1998, ormai fatiscente e occupato da poche e anziane suore, è trasferito a Mompiano in una nuova sede. La struttura è acquistata dall’Università Cattolica che ne trasferisce alcune facoltà, la chiesa, invece, versa in uno stato di profondo degrado e la cupola rischia di collassare. Inizia così un lungo e laborioso lavoro di messa in sicurezza e di restauro che porta, nel 2013, alla riapertura della chiesa.

Santa Maria della Carità: il gioiello ritrovato!

Una curiosità!

Le due colonne che ornano il portale d’ingresso della chiesa sono le gemelle di quelle che si possono vedere all’ingresso del Broletto da piazza Paolo VI e provengono dalla chiesa di San Pietro in Dom, demolita nel 1603 per far posto all’attuale Duomo Nuovo.

Un particolare ringraziamento ai volontari del Touring Club

La chiesa è fruibile tutti i giorni tranne il lunedì al pubblico dalle 9 alle 17 grazie ai volontari del Touring Club Italiano che con il loro impegno quotidiano danno l’opportunità di visitare questo bellissimo sito non solo a cittadini, ma anche ai numerosissimi gruppi di visitatori con guida nonché ai turisti italiani e stranieri.

A poca distanza da Santa Maria della carità potete trovare anche il Foro Romano col Capitolium (UNESCO), la settecentesca Biblioteca Queriniana, il Duomo Nuovo e quello Vecchio.

Lorenzo Del Pietro

Fotografie di Laura Gatta