L’origine più accreditata del toponimo Salò è che un tempo questa città era la capitale economica dove vi si depositava una sostanza molto importante: il sale. Un tempo la città era collegata al Mar Adriatico tramite il fiume Mincio che arrivava al delta del Pò: i romani giungevano a Salò attraverso le correnti marine e poi quelle fluviali, depositando il sale.


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Questa cittadina ha origini romane molto antiche anche se, ancor prima di loro, in epoca preistorica vi erano insediamenti neolitici di enorme importanza. Nella zona nord-occidentale di Salò venne rinvenuta una necropoli romana; negli anni Settanta fu poi condotta una campagna di scavi che portò al ritrovamento di un’antichissima e piccola anfora, con impresse scene di caccia.

Vista sul Lago di Gardan da Salò - Itinerari Brescia - Fotografia di Giuseppe Bonetti (Flickr)Barche ormeggiate nel golfo di Salò - Itinerari Brescia - Fotografia di Beppe's (Flickr)

Anche il medioevo ha lasciato un segno riconoscibile a Salò: le mura di cinta – di cui ormai ne restano oche tracce – e le due porte della città risalgono al XV secolo. Durante il periodo della dominazione veneta, Salò divenne la capitale di un vasto territorio ed in seguito venne soprannominata Mangnifica Patria.
Passeggiando sul lungolago di Salò, non si può non notare in lontananza il Duomo, magnifica cattedrale che sorge in riva al lago. Il Duomo è dedicato a S. Maria Annunziata ed al suo interno si possono ammirare le splendide tele del Romanino, del Moretto, di Zenon Veronese e di Paolo Veneziano. Lo stile che caratterizza il Duomo è il tardo gotico, ma la facciata è incompleta nonostante venne abbellita all’inizio del 1500 dal portale di marmo.

Scorcio del Duomo di Salò - Itinerari Brescia -  Fotografia di gipiosio (Flickr)Facciata del Duomo di Salò -  Itinerari Brescia  - Fotografia di DavideGiraldo (Flickr)

Sulle rive del lago sorge anche il Palazzo del Podestà o Capitano Rettore, un tempo sede della Magnifica Patria ed oggi è il Palazzo Municipale della città. Sotto la Repubblica di Venezia a Salò facevano capo ben 52 comuni da Limone del Garda a Bedizzole: questo ampio lembo di terra era la Magnifica Patria. Nel soffitto a cassettoni del Palazzo Municipale ritroviamo gli stemmi di tutti i comuni riuniti sotto Salò e in tutto l’edificio sono numerosi gli stemmi veneti, il cui simbolo è il leone. Alcune lapidi, poste sotto la loggia, celebrano il passaggio di personaggi come Re Vittorio Emanuele, G. Mazzini, C. Benso Conte di Cavour e G. Garibaldi.

Il Palazzo del Podestà a Salò, lago di Garda - Itinerari Brescia - Fotografia di Ell Brown (Flickr)La tela del Romanino all'interno del Duomo di Salò - Itinerari Brescia

La Sala del Consiglio conserva due armadi all’interno dei quali troviamo i documenti e le carte originali che raccontano la storia dei 52 comuni che facevano parte della Magnifica Patria. Splendido è anche il soffitto a cassettoni che sovrasta la sala: alcuni dipinti di dame nella cornice più interna, mentre nella parte esterna sono raffigurati i personaggi che hanno innalzata la cultura dell’umanità come Petrarca, Aristotele o Platone.
La Sala dei Provveditori era un tempo tutta affrescata e gli stemmi che oggi possiamo vedere sono quelli dei Provveditori che si sono succeduti nel corso dei secoli. Sulla parete esterna di questa sala c’è un orologio antico il cui meccanismo è tutt’ora funzionante ed è regolato da un sistema di leve e pesi.

Il Golfo di Salò, lago di Garda - Itinerari BresciaLungo Lago di Salò - Itinerari Brescia - Fotografia di jtola (Flickr)

Merita una visita anche il Civico Museo Archeologico, allestito nel suggestivo spazio Cinquecentesco fondaco Coen. Vi possiamo ammirare alcuni importanti resti della necropoli romana rivenuta in zona Lugone, tra cui una stele funeraria del III secolo d.C., il cippo funerario di S. Letilio Firmino, un vaso-borraccia della fine del I secolo d.C. ed infine una splendida tazza di vetro finemente decorata risalente al II secolo d.C. e di probabile origine orientale.
Salò ospita anche l’Antico Osservatorio Pio Bettoni, nato nel 1884 ed ancora oggi in funzione. Questo è uno tra i più antichi osservatori d’Italia e da qualche anno, sotto la loggia della Magnifica Patria del Palazzo Municipale, è stato aperto un piccolo museo dove si possono ammirare strumenti strani e curiosi, difficilmente visibili.