Nell’estremità meridionale della Valle Camonica sorge Pisogne – Pidógne in dialetto camuno – un bel paese di medie dimensioni che si affaccia sul limite settentrionale del lago d’Iseo, a circa 190 metri sul livello del mare. Gli studiosi sono tendenzialmente concordi nel ritenere che il nome Pisogne abbia avuto origine durante il periodo romano: alcuni ritengono che la derivazione provenga dal nome Piso, molto diffuso tra le famiglie romane, sotto la forma di Pisone, ipotesi avvalorata dalla presenza di alcune lapidi ritrovate sul territorio. Altri esperti propendono invece per un’interpretazione alternativa, facendo discendere il nome del paese dal noto nome proprio romano Pisonius.


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Pisogne è terra di mezzo fra le montagne, il lago e le vaste pianure, ed è sempre stato un paese molto apprezzato per le sue bellezze naturalistiche e paesaggistiche ed anche per i piccoli tesori artistici che il comune e le sue chiese nascondono preziosamente.

Il lago d'Iseo visto da Pisogne - Foto di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

La posizione strategica di Pisogne, a cavallo della sponda nord-est del lago d’Iseo e alle porte meridionali della Valle Camonica, portò il borgo ad acquisire una notevole importanza militare ed economica testimoniata, in epoca medievale, dalla costruzione delle possenti mura. Nella prima metà dell’Ottocento Pisogne fu dominata dall’Impero Austro Ungarico che iniziò la costruzione dell’importantissima strada litoranea Sebinia orientale per Marone, paese che nello stesso periodo fu collegato via terra a Iseo.

La piazza di Pisogne e sullo sfondo le montagne camune - Foto di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

Questi imponenti lavori, che impegnarono centinaia di persone, terminarono solo nel 1850 ma finalmente la Valle Camonica e le rive orientali del lago d’Iseo avevano un collegamento diretto con Iseo e Brescia. Pisogne, già dalla fine dell’800 era molto nota per le sue filande che erano divenute tra le più attive, moderne e organizzate della zona per la lavorazione dei bachi da seta.

La chiesa di S. Maria della Neve, Pisogne - Foto di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

Di grande importanza storico – artistica è la Chiesa di S. Maria della Neve, un santuario risalente agli ultimi decenni del quattrocento. La chiesa presenta una straordinaria serie di affreschi di Girolamo di Romano, detto il Romanino, risalenti agli inizi del 1530: inizia da qui la fase camuna del pittore, che lo porterà anche a Breno e Bienno, in un percorso che gli ha consentito di esprimere tutta la sua capacità espressiva.

Gli affreschi del Romanino nella chiesa di S. Maria della Neve a Pisogne - Foto di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

Gli affreschi del Romanino dividono le tre campate dell’aula della chiesa in tre blocchi tematici, distinti in un percorso meditativo che parte dall’arco santo e arriva alla parete di fondo, occupata dalla grande Crocifissione, punto focale di tutta la raffigurazione. La prima campata raffigurata rappresenta l’annuncio e l’attesa, la seconda, invece, allude alla caduta dell’umanità nel disordine religioso e quindi nell’eresia e la terza racconta dell’esaltazione della Croce come cardine dell’intera storia umana.

La chiesa di S. Maria in Silvis, Pisogne - Foto di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

Un’atra chiesa di enorme valore artistico è quella di S. Maria in Silvis. La costruzione dell’edificio attuale risale al 1465, su una preesistente chiesa medievale: il titolo originario era S. Maria del Bosco, cambiato poi in S. Maria in Silvis come l’omonima chiesa in Brescia. La struttura architettonica è ancora intatta e presenta le forme tipiche delle pievi rustiche di questo periodo.

La chiesa di S. Maria Assunta, Pisogne - Foto di Roberto Comensoli-Pisogne-Itinerari Brescia

Bellissimo il portale con l’architrave in arenaria rossa locale, detta pietra Simona, ornato da una statuetta bianca. All’interno alcune opere lignee di scuola fantoniana, il pulpito di Pietro Ramus e alcuni affreschi di Pietro da Cemmo come la splendida Madonna col Bambino e il Trionfo della morte. Da vedere anche la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, che fu edificata nel 1769, su disegno di Antonio Marchetti. Ad essa lavorò anche Rodolfo Vantini che tra il 1837 e il 1840 ideò l’altare della Madonna del Buon Consiglio, il cui dipinto è copia di quello custodito presso la Casa Generalizia degli Agostiniani di Genazzano (Roma).

Il lago d'Iseo e sullo sfondo la Valle Camonica, vista da Pisogne - Foto di Roberto Comensoli

Dalla piazza del Mercato, punto centrale del paese, è possibile ammirare la Torre del Vescovo, che con i suoi 30 metri d’altezza domina la zona. La denominazione Torre del Vescovo risale al 1462, quando il vescovo Bartolomeo Malipiero si riservò la proprietà della torre come simbolo del potere ecclesiastico, proprietà che cessò nel 1805, anno in cui passò al comune di Pisogne.

La Torre del Vescovo a Pisogne - Foto di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

L’orologio, sul lato rivolto verso la Piazza del mercato, presenta tracce di colore azzurro, sul quale sono visibili le incisioni dei numeri romani, oggi perduti. Qualche metro più in basso, sotto l’intonaco della meridiana, le opere di restauro hanno portato alla luce il viso e il braccio di un putto con cartiglio, risalenti al Settecento, la cui scritta non è leggibile.

Testi e fotografie tratti dalla tesi “Paesaggi, architettura e vita della media Valle Camonica – Reportage Fotografico
Autore e Fotografo: Roberto Comensoli