Piazza della Vittoria si apre nel cuore della città di Brescia ormai annoverata fra le piazze storiche sebbene la sua giovane età.

Questo vasto spazio urbano sorse sotto il regime non come singolo episodio ma come primo passo di un vasto intervento di riqualificazione del tessuto urbano della Leonessa che non fu mai portato a termine.

Piazza della Vittoria: il trionfo del razionalismo!

Marcello Piacentini

A guidare il progetto fu l’esperta matita dell’architetto romano Marcello Piacentini e l’idea, ancora diffusa, di intendere i centri storici come organismi viventi, mutabili, necessari di adattamenti per rispecchiare l’evolvere della cultura del vivere e della tecnologia secondo un naturale processo che perdurava da secoli.

Piazza della Vittoria: il trionfo del razionalismo!

L’idea di fondo era la necessità di rendere agibile ed attraversabile ai nuovi mezzi il centro cittadino per legarlo con la sua naturale espansione extra moenia.

Piazza della Vittoria: il trionfo del razionalismo!

La piazza nuovo cuore della città moderna

Da nord a sud, da est ad ovest, la città storica doveva essere aperta per essere attraversata dai nuovi flussi veicolari che ruotavano attorno al suo nuovo cuore: la piazza! Cuore vivo e pulsante ma anche nobile che veniva lambito dai nuovi flussi ma mai attraversato dal traffico veicolare.

L’invaso di Piazza della Vittoria fu quindi studiato come spazio solenne per le celebrazioni ma anche per la vita quotidiana. Secondo alcuni studi l’impianto si ispirò essenzialmente alla disposizione della piazza minore di San Marco a Venezia, quella che, oltre il Canal Grande, guarda alla chiesa di S. Giorgio.

Piazza della Vittoria: il trionfo del razionalismo!

Come nella chiesa palladiana infatti il lato meridionale della piazza è l’unico ad avere un prospetto scolpito dalla presenza dell’ordine gigante; l’unico lambito dal “fiume veicolare” che ricorda il canale mentre la piazza restava chiusa ai mezzi da due pennoni, ora vicini al palazzo delle poste, allineati agli spigoli dei palazzi laterali.

Piazza della Vittoria: il trionfo del razionalismo!

Come a Venezia il lato sinistro è il più classico e si chiude con il Torrione; unico edificio in mattoni come il celebre campanile di S. Marco.

Piazza della Vittoria: il trionfo del razionalismo!Piazza della Vittoria: il trionfo del razionalismo!

Come nella città marciana il lato destro era invece quello del colore: non il bianco ed il rosa certo ma il bianco ed il verde della scacchiera che impreziosiva le facciate e di cui resta un labile alone. In fondo il palazzo monumentale: non una chiesa ma un simbolo civico.

Piazza della Vittoria: il trionfo del razionalismo!

Quello che diverrà la sede delle poste doveva infatti essere la nuova “casa” del Comune e per questo, sin dall’inizio, fu immaginato con un impaginato classico che già nelle prime varianti riprendeva la triplice apertura che caratterizzava la storica sede di Palazzo Loggia.

Piazza della Vittoria: il trionfo del razionalismo!

Richiamo classico che man mano divenne moderno abbandonando gli archi e strizzando l’occhio al razionalismo nostrano con i tre alti fornici architravati. Nonostante le sue aspirazioni auliche e la natura fortemente progettuale dello spazio la piazza dialogava in maniera quasi naturale con il tessuto circostante.

La fitta cortina muraria del lato settentrionale è attraversata da vie pedonali, il quadriportico e la galleria dell’ex cinema Adria, volutamente allineate alle strade provenienti dalla piazza delle cattedrali per creare un legame con la maglia viaria scomparsa.

Piazza della Vittoria: il trionfo del razionalismo!

La Torre della Rivoluzione

Unico elemento anomalo nel richiamo ai riferimenti veneziani resta la Torre della Rivoluzione. Una torretta semplice, accademica sovrapposizione di volumi puri, nata come naturale fondale architettonico alla prospettiva di via Callegari. Una torre celebrativa dalla superficie volutamente liscia che ospitava le scomparse scritte celebrative del regime e l’effige bronzea del duce trionfale a cavallo.

Piazza della Vittoria: il trionfo del razionalismo!

Ora il bassorilievo non c’è più e la cornice da qualche settimana è occupata dall’istallazione temporanea che celebra il centenario della nascita di Cavellini; chissà che in futuro anziché tornare ad essere un anonimo quadrato bianco possa ospitare un’opera d’arte che liberi la piazza dai suoi vecchi fantasmi.

Piazza della Vittoria: il trionfo del razionalismo!

Andrea Minessi

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