Con i suoi 2006 metri la Corna Blacca, è la vetta regina delle Prealpi Bresciane. Da qualsiasi lato la si guardi, la Corna Blacca si presenta come un castello di roccia biancastra. Il nome deriva probabilmente dal latino, blacca, biancastra, e da questo si deduce il significato del suo nome.

Da Pian del Bene alla Corna Blacca - Fotografia di Laura Gatta, Itinerari Brescia

Si tratta di una roccia dolomitica, culminante in due cime, separate da una leggera depressione. Apprezzato punto panoramico, perché offre la possibilità di vedere l’Adamello, il Monte Baldo, i monti della Val Trompia e della Val Sabbia, unitamente ad altre cime del nostro sistema prealpino, che sfilano in magnifica sequenza a giro di orizzonte.

Pian del Bene - Fotografia di Laura Gatta, Itinerari Brescia Vista da Pian del Bene - Fotografia di Laura Gatta, Itinerari Brescia

Rimase inesplorata fino al 1860. La sua conquista avvenne nel 1862 da Don Giovanni Bruni (da qui deriva anche il modo meno conosciuto di chiamare la Corna Blacca, ovvero Corna Bruni), emerito curato di Collio e insigne naturalista accompagnato da il dott. Lorenzo Tonni-Bazza, medico condotto valtrumplino e abile cacciatore.

Pezzeda - Fotografia di Laura Gatta, Itinerari Brescia

Due sono le vie per raggiungere la Cima. Partendo dalla Busana, località situata sulla statale della Valle Trompia tra Collio e San Colombano, nota per le sue antiche fonti di acque ferruginose, e dalla Pezzeda anche partendo da Pian del bene, (scelta qui presentata) zona ampia i cui territori coprono sia la Val Trompia che la Valle Sabbia.

La Pezzeda al Tramonto - Fotografia di Laura Gatta, Itinerari Brescia

Partendo da Pian del Bene, e proseguendo sul sentiero 3V, attraverso un andare zigzagante si giunge al Passo Pezzeda. Andando avanti si giunge all’intersezione di più sentieri: bisogna imboccare quello che prosegue pianeggiante, portandosi per un tratto sul versante sabino, aggirando a mezza costa Cima Pezzolina.

Mentre si cammina, non si può non notare gli enormi blocchi di bianca dolomia su cui, nel periodo primaverile – estivo, crescono specie floristiche di primaria importanza come il Laserpitium nitidum, Primula auricula e Pontentilla caulescens.

Verso la Corna Blacca - Fotografia di Laura Gatta, Itinerari Brescia

In ogni momento dell’anno il paesaggio si presenta a noi sempre diverso: i fiori o i colori dell’autunno, creano sfumature sempre nuove.
Lo spettacolo che ci si presenta davanti a noi, aggirata la Pezzolina, invoglia anche la persona più pigra a compiere l’ultimo, seppur non breve tratto di sentiero che porta alla vetta: il massiccio calcareo blocco che da vita alla Corna Blacca.

Vista verso la Corna Blacca - Fotografia di Laura Gatta, Itinerari Brescia

Giunti in località Prael, si vede guardando verso il basso San Colombano; è qui, che, tralasciando la variante bassa che conduce poi alla alle Cime Caldoline, e alla capanna Tita Secchi, si procede salendo per il sentiero 3V alto, che porta alla cima.

Un tratto di sentiero che porta alla cima - Fotografia di Laura Gatta, Itinerari Brescia

Da questo momento in poi il tempo di percorrenza del sentiero è ancora di 1:45 minuti circa. Ci si abbassa sul versante Valle Sabbia per percorrere un tratto in mezza costa che porta alla base di una forte salita che si rimonta zigzagando tra i pendii sud-orientali del monte.

Vista panoramica dal sentiero che porta alla cima - Fotografia di Laura Gatta, Itinerari Brescia

Il sentiero cambia pendenza; il paesaggio molto interessante e singolare, si presenta irto di curiosi pinnacoli di varie forme e con poggi scapigliati da “ciuffi” di annosi pini mughi che emanano un gradevole profumo di resina. Mentre si percorre il sentiero, guardando verso il basso, vediamo la cascina Sacù (centro importante durante delle lotte partigiane, sede del comando Brigata Perlasca), della quale rimangono solo i resti.

Vista panoramica dal sentiero che porta verso la cima - Fotografia di Laura Gatta, Itinerari BresciaParticolare del sentiero che porta alla cima - Fotografia di Laura Gatta, Itinerari Brescia

Mentre si prosegue con il cammino si ritorna nel versante triumplino. È Collio che appare ai nostri occhi se ci fermiamo un momento a guardare e gustare il paesaggio, ed è superato un salto di roccia che vediamo anche San Colombano, con le sue case. Si prosegue in salita. Con qualche aiuto di mani, si superano dei salti di roccia si giunge in cresta.

Si rimane sullo spartiacque triumplino-sabbino. La cima. È qui che possiamo gustare, assaporare quello che la nature ci offre in uno spettacolo gratuito. La vista sulla Val Trompia e sulla Val sabbia, fanno in un attimo dimenticare la fatica della salita, e a fior di pelle senti l’emozione di avere “conquistato” una vetta.

Vista dal sentiero verso il basso - Fotografia di Laura Gatta, Itinerari BresciaUna particolare roccia che si incontra lungo il sentiero - Fotografia di Laura Gatta, Itinerari Brescia

Aver raggiunto una meta, e sentirsi per un momento vicino al cielo. Sono questi i pensieri che scorrono nella mente di chi giunge in quota. Pensieri che vanno anche ai giovani caduti durante il periodo della resistenza.

Giovani che hanno dato la vita per la loro terra. Non a caso infatti è stata scelta la cima meridionale della Corna Blacca, per erigere un cippo marmoreo in memoria dei partigiani, in particolare i dodici caduti della Brigata Fiamme Verdi Ermanno Margheriti, idealmente accomunati, nel ricordo, anche se caduti in luoghi diversi: i morti in combattimento, e i fucilati o impiccati dopo la cattura.

Un tratto dell'ultimo pezzo del sentiero - Fotografia di Laura Gatta, Itinerari BresciaLe due Cime del Monte - Fotografia di Laura Gatta, Itinerari Brescia

Il sacrificio di questi caduti, tra i quali un russo, è sublimato, per la maggior parte, da atti di autentico eroismo. Così mentre sei in vetta a questo baluardo della resistenza che è la Corna Blacca, pensi a questi giovani, che avevano fatto di questa montagna la loro casa, la loro salvezza.

Dal monumento dedicato ai caduti della resistenza, affiancato dal 2008 anche da una piccola statua della Madonna che regge tra le sue braccia Gesù Cristo deposto dalla croce, posta dagli abitanti di Forno d’Ono, si può proseguire fino a raggiungere l’altra cima della Corna Blacca, dove nel 1964 è stata posta una croce.

Il ceppo marmoreo - Fotografia di Laura Gatta, Itinerari Brescia

Da questo punto si può scendere ritornando dal grande prato rivolto a S. Colombano, e si giunge poi alla sella che anticipa la dorsale dei Monti di Paio e innestarsi poi sulla variante bassa dei 3V percorrendola con il Passo Maniva alle spalle, giungendo poi alla “Strada dei soldati”, ai piedi della Pezzolina che si collega poi con una ripida discesa verso Collio. È un percorso questo, che per gli appassionati con un poco di esperienza, vale sicuramente la pena di compiere.

Testi e fotografie tratti dalla tesi:
L’Alta Valtrompia – Promozione del Territorio. Reportage fotografico e Marketing territoriale.

Autore e Fotografa: Laura Gatta