La Parrocchia di Sant’Antonino – anche Pieve di Concesio – in origine era dedicata alla Vergine Assunta ma successivamente fu dedicata a S. Antonino Martire di Piacenza. La Pieve abbracciava un ampio territorio che andava da Cogozzo, confinante con Sarezzo, fino alla Val Trompia centrale – cosiddetta Cà d’Èsem, ovvero Stocchetta – posta a sud nei pressi di Brescia. La sua consacrazione avvenne nell’agosto 1540 per opera di mons. Gerolamo Vascherio, ausiliario del vescovo di Brescia card. Francesco Corsaro.

La Parrocchia di Sant'Antonino Martire - Concesio – Itinerari Brescia

La chiesa vanta una superficie molto ampia: la navata centrale è lunga ventotto metri e mezzo e larga circa otto metri e mezzo; la navata laterale – sul lato sinistro – è ampia circa undici metri e mezzo. La porta d’ingresso maggiore, cioè quella utilizzata dai fedeli, è collocata a lato mentre la porta piccola stava al centro della facciata. Un’ultima porta, posta sul fianco sinistro, portava alla canonica adiacente e da essa si entrava nel campanile.

La fonte battesimale - Parrocchia di S. Antonino a Concesio - Itinerari Brescia

Per secoli la Pieve ha ricoperto un ruolo importante nella valle e è per questo che ha subito molte modifiche e si è anche arricchita di molte opere d’arte. Tra le più importanti possiamo ricordare quelle di Scalvini, Savanni (discepolo del Tiepolo), Corbellino e Cabroni. Nella controfacciata è visibile un maestoso affresco che rende omaggio a Paolo VI all’interno del quale vengono rappresentate, dentro una nuvola, alcune chiese di varie confessioni cristiane che indicano la grande apertura del Pontefice concesiano.

La pieve è una tappa fondamentale per chi decide di percorrere l’itinerario dedicato a Paolo VI perché in questo luogo venne battezzato il futuro papa. A ricordo di questo evento è possibile visitare la cappella che contiene il fonte battesimale. La cappella è stata ristrutturata e ripensata riprendendo le simbologie che rimandano al sacramento del battesimo e alla figura di Paolo VI: in questo fonte, riportato alle fattezze originali, il 30 settembre 1897 venne battezzato Giovanni Battista Montini.

Il pavimento della cappella, che riprende lo stemma papale, venne utilizzato lo stesso tipo di travertino che fu utilizzato per la lastra tombale di Paolo VI, ricongiungendo simbolicamente i momenti più estremi dell’esistenza di qualunque uomo: la nascita e la morte.

Per la visita al fonte battesimale è consigliato telefonare al parroco.