Per gli appassionati del trekking e della natura il Parco Alto Garda Bresciano è l’ideale.

La Val di Bondo è un luogo verdeggiante in cui rilassarsi godendo dell'aria fresca e incontaminata che vi si respira - Itinerari Brescia

A piedi o in bicicletta, questo percorso offre degli scorci e dei panorami ineguagliabili.
Il punto di partenza è il caseificio Alpe del Garda, in via Tremalzo a Tremosine, nel Parco Alto Garda Bresciano. Nei pressi del caseificio è disponibile anche uno spaccio dei prodotti della Cooperativa Alpe del Garda: si possono trovare formaggi e salumi, cioè tutto il necessario per un ottimo pranzo al sacco.

Splendida vista sulla Riserva Naturale della Val di Bondo a Tremosine - Itninerari Brescia

Lasciato il caseificio Alpe del Garda si prosegue sulla Via delle Glere, in direzione della Val di Bondo, che dal 1980 è una riserva naturale. Il nome di questa di valle deriva dalla parola celtica “bunda”, cioè conca.


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La caratteristica principale di questa valle è la presenza di una specchio lacustre ricorrente, situato nella parte più depressa del fondovalle, a ridosso della morena. Il lago compare a periodicità molto irregolare. Anticamente, quando le acque che formarono il lago di Garda si ritirarono a causa del clima più mite, esisteva un lago di Bondo, implementato dall’omonimo fiume. La sua formazione ebbe luogo perché una morena fece da diga naturale, favorendo la formazione del lago.

Sermerio è una delle molte frazioni di Tremosine - Itinerari Brescia

Negli anni però i detriti coprirono il lago e lo fecero diventare una pianura. In occasione di grandi piogge, gli strati argillosi del sottosuolo trattengono l’acqua, facendo riaffiorare l’estinto lago di Bondo. L’acqua che corre sottoterra riemerge oggi a valle, nelle sorgenti delle Fucine e di Val Brasa. Attualmente la piana è in parte coltivata ed in parte è occupata dall’azienda agricola Val d’Egoi, di proprietà della Cooperativa Alpe del Garda.

Voiandes è un piccolo borgo antico, tutto da scoprire e visitare - Itinerari Brescia

Il percorso prosegue sempre sulla Via delle Glere, in direzione della seconda tappa: Voiandes (600mt). Questa frazione di Tremosine è molto caratteristica e offre al turista la visita di una splendida chiesa che risale alla metà del 1700. L’edificio è semplice e a pianta rettangolare e contiene un quadro di una bellezza notevole che vede ritratta la Madonna in gloria con i Santi Vincenzo Ferreri e Antonio da Padova, a cui è dedicata la chiesa. Passato il borgo di Voiandes si procede in direzione di Sermerio, altra frazione di Tremosine.

La Valle di San Michele si trova ai piedi del Monte Tremalzo, al confine con il Trentino - Itinerari Brescia

Il nome Sermerio, anticamente Sarmér, è di probabile origine celtica: il paese è costruito su un terreno a precipizio che guarda la forra del fiume Tignalga. Interessante da visitare è la chiesa, di cui le prime notizie si hanno nel 1566. La chiesa – dedicata a S. Bernardo Abate e a S. Martino Vescovo – è a pianta rettangolare e presenta una navata unica. Sull’altare maggiore troneggia un bellissimo dipinto ottocentesco che raffigura la Madonna con i santi protettori. Di pregevole fattura è anche l’organo costruito nel 1854 dall’artigiano Martino Brunori.

L'Eremo di San Michele è molto antico ed è di probabile origine longobarda - Itinerari Brescia

Da Sermerio si riparte in direzione della Valle di San Michele, nel cuore del Parco Alto Garda Bresciano, dove sorge l’omonimo Eremo. L’edificio, probabilmente di epoca longobarda, sorge su un’altura e in posizione isolata, circondato dalla Foresta Gardesana Occidentale, cioè la più grande foresta demaniale della Regione Lombardia. La valle di San Michela si trova ai piedi del Monte Tremalzo – la tappa successiva – al confine con la Valle di Ledro ed il Trentino. S’ipotizza che la chiesetta di San Michele Arcangelo, la più antica chiesa di Tremosine, fu costruita dai Longobardi – di cui era il santo protettore – dopo la loro conversione al cristianesimo, che avvenne attorno all’ottavo secolo. San Michele però era anche il santo protettore di chi usa il fuoco per lavorare, come carbonai o lavoratori delle fucine, che all’epoca erano molto numerosi nella zona.

Il Monte Tremalzo e la strada che porta all'omonimo Passo - Itinerari BresciaIl Passo del Tremalzo - Itinerari Brescia

La posizione in cui si trova l’Eremo fa pensare ad un sito fortificato, i frammenti di ceramica alto medioevale e l’intitolazione della chiesa fanno pensare al periodo del primo medioevo, cioè intorno al XIV secolo. L’Eremo di San Michele si presenta ad aula unica con un’abside poligona ma, nella parte inferiore dei muri si possono trovare delle tecniche costruttive più antiche. Il prete veronese Florenio Feliberi, nel 1679, vi istituì un eremo dove visse fino alla morte e dove venne sepolto. Attualmente l’eremo è affidato alle cure dei frati francescani lombardi.

Il sito è di grande interesse floristico ed è una tappa obbligatoria per tutti i botanici - Itinerari BresciaLa strada tortuosa che dal Tremalzo porta al Passo Nota - Itinerari Brescia

Dopo la visita dell’Eremo di San Michele, la camminata prosegue verso il Monte Tremalzo e l’omonimo passo che si trova ad un altezza di 1665m. Il gruppo montuoso del Tremalzo – la cui cima più alta è il Monte Tremalzo 1975m – è un sito di grande interesse floristico, conosciuto in tutta Europa e meta obbligata per escursioni botaniche. Qui si trova una concentrazione endemica unica, 21 specie molte delle quali inserite nella Lista Rossa, quindi un patrimonio ineguagliabile.

Il sito, inoltre, è di grande interesse nazionale per la presenza e riproduzione di specie animali in via d’estinzione e importanti rettili glaciali tipici delle Alpi. Questo valore è stato anche riconosciuto dalla Provincia autonoma di Trento e dall’Unione Europea, inserendo l’area di Tremalzo – Tombea nell’elenco dei SIC – Siti d’Importanza Comunitaria. L’area del gruppo montuoso del Tremalzo forma un grande bacino dove, per molti secoli, i pastori hanno portato il bestiame al pascolo durante il periodo estivo: ricchi manti erbosi e l’assenza di precipizi rendono la zona una meta ideale per questa attività ancora adesso. Il passo di Tremalzo è raggiungibile attraverso una strada asfaltata ma anche il vecchio sentiero è percorribile e non è molto ripido, visto che bisognava condurvi molti capi di bestiame.

Le mura Austriache ci ricordano che su questo Passo sono state combattute molte battaglie - ItinerariBrescia.
Arrivati in cima al Passo Tremalzo si godrà di una panorama unico e spettacolare: una serie di tornanti in discesa condurranno poi all’ultima tappa del percorso prima del rientro, il Passo Nota (1200m).

Il cimitero di Guerra risale alla Grande Guerra, dal 1915 al 1918 - ItinerariBrescia.

Il passo Nota si trova sempre a Tremosine e già in epoca romana questo era una via di comunicazione importante tra il Garda e la Valle di Ledro. Il passo ha anche una connotazione storica ben precisa: fu qui che austriaci e francesi si diedero battaglia nel 1703 e questo scontro è ricordato grazie ad una targa commemorativa. Da questo valico furono numerosi gli eserciti che transitarono: nel 1796 gli Austriaci – poi sconfitti a Lonato dai Francesi – nel 1859 gli Austriaci che andavano a combattere a S. Martino e Solferino, nel 1866 alcuni reparti garibaldini che si preparavano alla battaglia di Bezzecca. A ricordo di questi giorni è doverosa la visita al piccolo cimitero militare, in cui sono ancora visibili i resti di un ospedali militare e di un accampamento.

Il sole tramonta e l’escursione volge al termine. Manca solo l’ultimo tratto, quello che ci riporta allo spaccio della Cooperativa di Alpe del Garda, dove abbiamo lasciato la macchina. Un’avventura straordinaria in una zona altrettanto bella, quella del Parco Alto Garda Bresciano. Stanchi ma soddisfatti di ciò che si è visto e vissuto si può ora tornare a casa pronti a rituffarsi nel tram-tram quotidiano.