Il paese di Nadro, situato nel cuore della media Valle Camonica, è adagiato alle pendici del Pizzo Badile Camuno, possente montagna calcarea del gruppo dell’Adamello. L’abitato è quindi rivolto ad ovest, verso il monte Concarena, anch’esso d’origine calcarea ma facente parte delle Prealpi Orobiche.

Durante gli equinozi, due volte l’anno, si osservano spettacolari giochi di luce creati dal sole che sorge e tramonta dai due monti sopraccitati. Alcuni studiosi hanno notato che potrebbe esserci una relazione di tipo mistico-religioso tra le incisioni rupestri, sia della vicina area della riserva sia con quelle del comune di Capo di Ponte (circa l’80% dell’intero patrimonio della Val Camonica si trova in questa zona) e la scenograficità di questi due monti.

Uno scorcio della frazione di Nadro, Valle Camonica - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

Il territorio di Nadro – Nàder in camuno – confina con tre diversi comuni: a est con quello di Cimbergo, a nord con quello di Capo di Ponte e ad ovest con quello di Ono San Pietro. Il paese di Nadro è una frazione del comune di Ceto che, insieme a Cimbergo e Paspardo formano uno dei Parchi delle incisioni rupestri di maggior pregio e valore storico e culturale.

Il centro storico dell'antico borgo medioevale di Nadro - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia
Il centro storico si sviluppa a partire dall’antico nucleo medievale formato da una casa-torre e prosegue lungo una direttrice nord-sud seguendo la strada principale chiamata via Piana.


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Il paese si inserisce nel sistema delle incisioni rupestri della Valle Camonica in quanto ingresso principale alla vasta area della riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo ed inoltre Nadro ospita il museo didattico della riserva.
Il settore orientale, posto più a monte tra il confine col comune di Cimbergo e l’abitato storico, presenta una vasta area boschiva facente parte della Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo: in questo luogo sono molto diffusi numerosi alberi di castagno, qualche abete ed alcuni alberi di noce scendendo di quota verso il paese.

Uno scorcio della Concorane con giochi di luce - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

Ad occidente, tra il centro abitato ed il fiume Oglio, è invece presente un’area pianeggiante, un tempo adibita a coltivazione, oggi per gran parte urbanizzata. In quest’area, soprattutto lungo l’area limitrofa al fiume Oglio, sono riscontrabili alberi di robinia i quali, importati in Europa nel XVII secolo, si sono diffusi in modo infestante soffocando le specie autoctone. Data la rapidità della sua crescita, oggigiorno la robinia è ampiamente adoperata come legna da ardere ad utilizzo domestico.

Un sentiero di Nadro dove sono custodite le famose incisioni rupestri - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia
Presso l’area della riserva naturale delle incisioni rupestri, a poche centinaia di metri da Nadro, è stato rinvenuto un riparo sottoroccia con focolare preistorico, databili a circa 9.000 anni fa. Sono inoltre riscontrabili, presso i grandi lastroni di arenaria ricchi di petroglifi, incisioni databili sicuramente dall’età del rame, del ferro, fino al medioevo, lasciando presupporre una continua antropizzazione del territorio durante tutto questo periodo.

Nadro, chiesa di S. Gervasio e Protasio - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia
Tra il 1927 ed il 1947 il comune di Ceto, e conseguentemente il territorio di Nadro, venne unito al comune di Cerveno, in ottemperanza alle leggi fasciste che accorpavano i piccoli comuni, per poi instaurare, nel 1983, la riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo.

Nadro, il campanile della Chiesa di S.Gervasio e Protasio - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia
L’agricoltura era l’attività predominante del paese fino al secondo dopoguerra, i terreni più ampi e fertili si trovavano nella parte pianeggiante della frazione, presso il fiume Oglio. Da tempi più recenti non sono molti i campi coltivati, gran parte dei quali si sono resi edificabili. La coltivazione della vigna, un tempo molto diffusa, è rimasta ad uso di pochi ma sono comunque ancora visibili sul territorio i terrazzamenti ed i sostegni granitici dei vigneti. Un tempo era diffusa anche la gelsicoltura per l’allevamento dei bachi da seta, così come la raccolta di noci e castagne a scopo alimentare. Oggi rimangano molte piante di questo genere nei territori di Nadro, attorniate da una folta boscaglia di abeti (paghér in dialetto camuno) e robinie che fanno da cornice alla riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo.

Nadro, casa - torre medievale - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

Di grande interesse è la Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, in quanto si ritiene che la sua fondazione sia attribuibile ai monaci di Tours, presenti in Valle Camonica nel VIII secolo. È orientata verso est-ovest, con l’ingresso verso ponente. Essa fu rimaneggiata nel XVI secolo dopo la visita di San Carlo Borromeo in Valle Camonica: venne ordinato di chiudere la porta meridionale della chiesa, e l’ingresso della stessa, dividere i banchi tra maschi e femmine, trasformare la cappella di San Rocco in sagrestia togliendovi tutte le sepolture.

Le Foppe di Nadro dove sono riunite la mggior parte delle incisioni rupestri ritrovate nella zona - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

Il campanile, oggi leggermente pendente, porta la data del 1611. A maggio 1683 iniziano i lavori per l’ampliamento alla sua forma attuale, che finirono ad aprile 1691. Nel 1895 vi fu un rovinoso incendio che devastò la struttura e l’anno seguente venne chiamato a riaffrescare la parrocchiale il pittore di Esine Antonio Guadagnini. Passeggiando per il piccolo borgo di Nadro non si può non notare la casa-torre medievale che, con un’altezza di circa 30 m., domina il centro del paese. Essa si sviluppa da una costruzione antecedente, forse del XIII secolo, di cui rimangono poche tracce. Da questa struttura si diramano due stradine medievali, via Voltazzi e via Crodobbio, le quali raggiungono la piazza del paese attraverso le antiche case del centro storico. Esse sono disposte una di fianco all’altra e formano quasi un unico edificio e le facciate sono ricche di portali, che celano dei cortili privati. Al centro del paese esige una visita il Museo didattico della Riserva delle Incisioni Rupestri di Ceto Cimbergo Paspardo, che contiene tavole esplicative riguardanti le incisioni rupestri della Valle Camonica ed una guida per chi volesse visitare la riserva naturale. All’interno è possibile effettuare laboratori d’arte e vita preistorica.

Le incisioni rupestri delle Foppe di Nadro - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

Il museo è il punto di partenza consigliato per la visita della riserva delle Incisioni Rupestri e Nadro ne è il punto centrale. Le Foppe di Nadro, infatti, sono il cuore pulsante della riserva: grandiosi fronti rocciosi riccamente istoriati, resti d’ insediamenti preistorici e medievali, terrazzamenti, muraglioni megalitici e una fitta rete di sentieri testimoniano l’utilizzo antichissimo di questo territorio.

Un uomo camuno incisiso sulla roccia dai camuni, antico popolo che ha abitato la Valle - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

Un facile percorso ad anello abbraccia un pianoro artificiale modellato in epoca medievale su cui è stato ricostruito un villaggio dell’età del Ferro: un granaio, un’abitazione e alcuni attrezzi agricoli. Lungo il sentiero si incontrano circa 50 rocce incise, superfici grandi e piccole che ripercorrono la preistoria dal Neolitico alla piena età del Ferro. I temi più rappresentati sono gli oranti schematici, collezioni di armi, capanne, impronte di piede, scene di lotta, di danza e mitologiche che rimandano ai frequenti contatti con le culture retica ed etrusca. Seguendo il percorso indicato si giungerà a Paspardo alla scoperta di altre rocce su cui sono riportati i disegni delle prime popolazioni della Valle, i Camuni.

Testi e fotografie tratti dalla tesi “Paesaggi, architettura e vita della media Valle Camonica – Reportage Fotografico
Autore e Fotografo: Roberto Comensoli