Lodrino, è un paese dell’alta Valle Trompia visibile già da Marcheno, volgendo lo sguardo verso l’alto. Il toponimo di Lodrino risulta un poco complesso; secondo alcune ipotesi Lodrino si scriveva Letrino, e quindi si avvicinerebbe a Ledro, una voce preromana; un’altra ipotesi farebbe derivare il nome dal diminutivo di Lodro, col significato di monte.


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I Monti Palo, Inferno e Corna di Caspai, dalle cime frastagliate offrono i loro pendii alle contrade di Lodrino.

Veduta panoramica di Lodrino, fotografia di Laura Gatta - Itinerari BresciaVeduta panoramica di Lodrino, fotografia di Laura Gatta - Itinerari Brescia

Per raggiungere Lodrino, si sale da Brozzo; il paese è situato in una convalle, che collega la Valtrompia e la Val sabbia. Prima di giungere in quello che è il primo vero centro abitato di Lodrino, Invico (600 m) si incontra qualche case isolata. Si prosegue per la strada e si arriva al Dosso (750 m) e successivamente si devia verso Villa (800 m), e continuando ancora si arriva la Cocca (732 m), il punto più alto della strada, e da dove si comincia a scendere verso la Valle Sabbia.

Esisteva molto probabilmente nei tempi antichi, uno spizio, così come esisteva in tutte le località poste al bivio di strade principali. All’hospitium romano, si sostituì una struttura cristiana collegata alla Pieve di S. Giorgio di Inzino, oppure al monastero di S. Salvatore, come testimonia lo stesso culto verso S. Vigilio. Con i Longobardi, il territorio di Lodrino, viene donato coi loro servi da re Desiderio al monastero di Brescia, da lui fondato. La subordinazione dei servi, consentì di ipotizzare a Lodrino la presenza di una Curtis Regia.

Il paese di Lodrino, fotografia di Laura Gatta - Itinerari Brescia

Nel corso del XIII si concluse la funzione amministrativa ma non quella religiosa di Inzino. Nel 1385, in occasione della riorganizzazione amministrativa da parte dei Visconti, anche Lodrino venne inserito tra i Comuni della Quadra del Valtrompia. Questo cambiamento, ha permesso di ipotizzare la presenza di una fortificazione nei pressi della Cocca, costruita probabilmente a difesa della Valtrompia, dalle incursioni della Valsabbia e dal Trentino. Nel XV secolo cominciò a maturare anche il distacco dal punto di vista religioso dalla Pieve di Inzino, in grave decadenza.

Attorno al 1500 la popolazione era numerosa. Molte erano le attività svolte dalla popolazione: l’agricoltura, che non era particolarmente fiorente, l’allevamento, e l’attività che più delle altre era praticata, il taglio dei boschi, con la conseguente trasformazione della legna in carbone. Collegata alle tradizioni, l’industria siderurgica, riuscì ad assumere notevole prestigio verso la metà del XVI secolo: i fabbri lodrinesi fornirono il ferro necessario per la cupola della Loggia. 394 persone rimasero vittima della carestia e della peste del XVII secolo. Anche il secolo successivo fu un periodo difficile da superare: la semina era resa difficile a causa delle milizie francesi e tedesche, malattie di bestiame, furia delle acque che causò molti danni, misero in difficoltà la popolazione.

Scorcio di Lodrino, con la chiesa parrocchiale, fotografia di Laura Gatta - Itinerari BresciaScorcio di Lodrino, fotografia di Laura Gatta - Itinerari Brescia

Attorno al 1800 la strada che collegava Lodrino con la Valle sabbia era probabilmente quasi impraticata, e questo rendeva difficile il trasporto del ferro; questo fino alla dominazione austriaca. Verso la fine dell’ottocento si verificò il fenomeno dell’emigrazione che continuò fino alla metà del nostro secolo. Nel 1888 si costituì una latteria, che divenne molto importante per il paese. Erano presenti a Lodrino anche cave di gesso, che tenevano impegnati circa 43 addetti.

In questa cornice storica si cominciò a pensare anche ad una nuova attività: il turismo. Da comune caratterizzato da attività agro-silvo-pastorali, integrate prima da quelle manifatturiere e poi del turismo, ora Lodrino si è trasformato in centro artigianale- industriale, dove il turismo è quello delle seconde case, e le attività agro-silvo-pastorali, sono limitate. Molti i poli d’interesse. Alcuni di questi sono: la parrocchiale di S. Vigilio, tempio settecentesco dedicato al vescovo martire di Trento, è stato costruito sui resti di una preesistente chiesa, che già era stata creata per sostituire una cappella medioevale.

Facciata della Chiesa Parrocchiale, fotografia di Laura Gatta - Itinerari BresciaInterno della Chiesa Parrocchiale di Lodrino, fotografia di Laura Gatta - Itinerari Brescia

A est di Lodrino sorge il piccolo santuario dedicato alla Santa Croce, finito di realizzare nel 1738. Nel 1732 arrivò in quel di Lodrino il permesso di fabbricare una nuova chiesa: la chiesa di S. Rocco; posta al di sotto della strada provinciale che attraversa il paese, ha la facciata rivolta ad est, ornata da un elegante portale del ‘700.