La piccola chiesa dedicata a S. Rocco si erge al limite un grande prato, meta di numerosi visitatori in qualsiasi periodo dell’anno; dal luogo si può ammirare per intero il centro abitato di Caino.

Caino visto dal sentiero per raggiungere la chiesa - Itinerari Brescia - Fotografia di Francesca Emer ©

Si giunge alla chiesetta, posta lungo le pendici del monte Almarone, lungo un sentiero scandito dalle stazioni della Via Crucis, anche se in realtà il santuario è raggiungibile da molti altri sentieri che salgono da Caino; il più suggestivo e panoramico, nonché il più semplice da trovare, è sicuramente il Sentèr del Dialèt.

Sulla strada per il santuario - Itinerari Brescia - Fotografia di Francesca Emer ©Il santuario in uno scenario invernale - Itinerari Brescia - Fotografia di Francesca Emer ©

Per raggiungerlo, si percorre la prima parte del viale che conduce a Madonna delle Fontane, svoltando però a destra subito dopo che, lungo la via, si sarà incontrata una fontanella. La stretta passeggiata mostrerà a coloro che la percorrono un tratto nascosto nel bosco ed un tratto costeggiante il monte, dal quale si può godere di una bella visuale sui pendii.

La chiesa fu dedicata al taumaturgo protettore degli appestati grazie alla Confraternita di S. Rocco, a cui nel 1720 venne affidato l’altare, prima di allora dedicato alle SS. Croci nella parrocchiale di Caino. Tutto ebbe inizio quando, in una visita pastorale (X) del 1600, venne ordinato di chiudere le pareti dell’originaria santella per impedirvi l’accesso degli animali.

La facciata - Itinerari Brescia - Fotografia di Francesca Emer ©Gli interni - Itinerari Brescia - Fotografia di Francesca Emer ©

Si dice che S. Rocco fu fabbricata “per voto della terra nel tempo del contagio”, ossia per invocare aiuto durante una pestilenza che afflisse il paese. Nel luglio 1630, proprio mentre infuriava la peste, gli abitanti raccolsero dei fondi al fine di rinnovarla ed ampliarla, oltre che costruire una casetta per l’eremita custode, annessa alla sagrestia. Lo stesso anno Benedetto Zilianelli lasciò dei beni sufficienti per celebrarvi 12 messe l’anno.

Nella fase di costruzione (tra il 1630 ed il 1648) venne impiegata un’architrave proveniente dalla parrocchiale. Nel 1648, durante un’altra visita, venne constatato che questa chiesa, costruita a sostituzione di un luogo ormai cadente, era stata quasi portata a compimento.

La vecchia canonica annessa al santuario - Itinerari Brescia - Fotografia di Francesca Emer ©Il santuario immerso nella nebbia - Itinerari Brescia - Fotografia di Francesca Emer ©

Durante la prima guerra mondiale l’edificio servì per ospitare i soldati dopodichè, nel 1912. Furono pagate 292,25 lire alla ditta Benini per lavori a copertura, pavimento ed altare e per imbiancature della chiesa.
Abbastanza recentemente fu restaurata, dotata di nuove porte (dono dell’ing. Casnighi, R. Bertacchini e Minetta), mentre gli stipiti ed i capitelli in pietra originari furono sostituiti con manufatti in cemento. Ulteriori lavori di restauro sono stati iniziati nella seconda metà del 2012.

All’interno della chiesetta, dietro l’altare, di si nota un affresco datato 1836, dipinto all’epoca del colera, che rappresenta S. Rocco fra due angeli in ginocchio ed in cima un personaggio femminile che reca la croce ai lati. Si nota infine la scritta “voto per colera dell’anno MDCCCXXXVI”.

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