Intervista a Paolo Bolpagni – Itinerari Brescia ha intervistato Paolo Bolpagni, storico dell’arte, docente presso l’Università Cattolica di Brescia, vincitore del Premio Sulmona 2013 e direttore della Collezione Paolo VI.

Paolo Bolpagni - Itinerari Brescia - Origine foto: www.premionocivelli.it

1 – Ti occupi da sempre di arte: da storico dell’arte e da divulgatore che definizione daresti dell’arte?

L’arte è un linguaggio. Un linguaggio diverso dagli altri, una forma di comunicazione di contenuti che possono essere molto vari e differenti. Come disse Dino Formaggio, “arte è tutto ciò che gli uomini chiamano arte”.

2 – Il codice dell’arte contemporanea è di difficile interpretazione per la maggior parte di noi. Qual è, a tuo avviso, il giusto approccio per poterla comprendere? 

Tempo, pazienza della visione e della comprensione. Ma talvolta le opere contemporanee sono molto più semplici da capire rispetto a quanto si pensi. L’uomo occidentale è molto tecnicista, e pretende di dare una spiegazione razionale a tutto; questo è sicuramente un problema nell’approcciarsi all’arte.

L'ingresso del Museo Paolo VI - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

3 – Quale ruolo può avere oggigiorno l’arte contemporanea in una città come Brescia?

L’arte insegna a guardare, e l’artista è colui che prende un lembo di realtà, la evidenzia, la manipola, le dà un nuovo significato e ce la pone davanti. Ci insegna a non avere uno sguardo superficiale, e crea un’abitudine al significato. Soprattutto l’arte è nemica giurata della banalità e della sciatteria, l’arte rigenera il gusto e migliora la vita.

Paolo Bolpagni - Itinerari Brescia - Origine Foto: www.provinciadibresciaeventi.com

4 – Il collezionismo, in passato, è stato essenziale per lo sviluppo di alcune correnti artistiche. Pensi che sia ancora attuale oppure è necessario trovare altre vie?

Il collezionismo, in senso moderno, nasce in Francia nel XIX secolo. Prima c’erano soprattutto committenti e mecenati. L’arte oggi ha un gran bisogno di committenza pubblica e privata, oltre che di collezionismo. In Italia dal 1949 esiste una legge che stabilisce che per ogni intervento pubblico il 2% dell’investimento deve essere destinato alla committenza di un’opera d’arte: questa legge è stata troppo spesso disattesa, purtroppo.

5 – Quest’anno ricorre il centenario della nascita di GAC (Guglielmo Achille Cavellini): che cosa penserebbe oggi, secondo te, della condizione dell’arte a Brescia?

Nel 1983 GAC scrisse una vibrante lettera di denuncia contro la miopia artistica. Credo che in parte sia ancora attuale.

Paolo Bolpagni ha anche un sito internet www.paolobolpagni.com e un canale youtube.

Intervista di Lorenzo Del Pietro.