Percorrendo la statale verso l’alta Val Trompia troviamo il comune di Gardone Val Trompia. Questo comune che si trova nella parte centrale della Val Trompia, è costituito da più frazioni: oltre a Gardone, capoluogo del comune, troviamo Inzino e Magno. A fare da sfondo a questo paese vi sono verso le nord, le cime più elevate della media Valtrompia, la punta Almana e il Monte Guglielmo.

Uno scorcio di Gardone Val Trompia, fotografia di Laura Gatta - Itinerari BresciaPiazza di Gardone Val Trompia, fotografia di Laura Gatta - Itinerari Brescia

A sinistra vediamo le propaggini del monte Navezze, mentre a dominare sul fiume Mella, nel lato destro, troviamo il monte Domaro. Le tre località che oggi costituiscono il comune erano un tempo separate; Gardone in origine era adagiato ai piedi dell’altura dove probabilmente si trovava un posto di guardia; si pensa che da questo avvenimento prenda il nome il luogo; oggi Gardone occupa tutta la valle.


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La vita in queste terre è ipotizzata già in tempi preistorici; le tracce lasciate dai romani sono molto importanti: l’esistenza di tombe in questo territorio fa pensare alla presenza di insediamenti importanti. Gardone, rispetto agli altri centri, doveva essere l’avamposto, da cui il toponimo longobardo di Wardia, riferito alla fortificazione, costruita per controllare il medio corso del Mella e le vallate laterali che conducono verso il Sebino, la cui esistenza è dimostrata anche da un documento del 1317, secondo il quale il “capitano” della Valtrompia risiedeva o nel castello di Testaforte, oppure a Gardone, forse nello stesso posto in cui oggi si trova la chiesa di San Rocco.

Statua di Zanardelli a Gardone Val Trompia, fotografia di Laura Gatta - Itinerari brescia

Con la caduta dell’impero romano, tutto il territorio fu sottoposto alla giurisdizione della Pieve di Inzino. Dopo un lungo travaglio, gli abitanti di Gardone riuscirono ad ottenere la loro autonomia amministrativa, e successivamente anche religiosa. In questo contesto troviamo le prime testimonianze dell’industria armiera: nel 1110 erano famosi i dardi gardonesi. La conferma di una lavorazione dei metalli importante, la si ha nel 1406, quando Pandolfo Malatesta concesse ai valtrumplini in merito al commercio delle ferrazze. In questo periodo si cominciò a parlare anche di Gardone oltre ad Inzino; segno questo della costante crescita del paese.

In un documento del 1494 si conferma che i comuni di Gardone e Magno avevano ottenuto l’autonomia amministrativa, e il secolo dopo anche quella religiosa. Le continue oscillazioni tra pace e guerra resero d’economia del paese alquanto controversa. Appartiene al 1505 il primo vero documento che testimonia la fabbricazione di armi da fuoco a Gardone, insieme ad altri strumenti da guerra: molte erano le fucine attive in quel periodo sul territorio di Gardone.

Gardone, nonostante tutte le calamità del 1600, assunse un ruolo importante, non solo in relazione ad Inzino, ma in tutta la Valle; importanza testimoniata anche dalla presenza sul territorio del medico e del maestro che doveva essere pagato dagli utenti. Il paese subì varie crisi che sfociarono sostanzialmente in una guerra civile tra le famiglie più importanti. Anche la prima metà del XVIII secolo vide l’economia di Gardone strettamente legata agli avvenimenti bellici.

Scorcio di Gardone Val Trompia, fotografia di Laura Gatta - Itinerari Brescia

Le condizioni economiche furono ulteriormente aggravate nella seconda metà del XVIII secolo, a causa di nuove alluvioni, di carestie e malattie del bestiame che portarono conseguenze disastrose. Nel 1797, in occasione della campagna napoleonica, Gardone fu al centro degli scontri tra valtrumplini fedeli alla serenissima della Repubblica Veneta, e francesi. Le rivolte furono sedate da parte dei francesi da due colonne di armati. Gardone, in occasione della riorganizzazione del territorio da parte di Napoleone divenne capoluogo di uno dei distretti valtrumplini; il periodo della dominazione francese fu un buon momento per Gardone: l’attività veniva sostenuta dalle commesse statali; venne addirittura aperto un arsenale a Brescia con distaccamento a Gardone.

Dopo un periodo positivo, testimoniato anche dalla visita di personalità importanti in quel di Gardone, come le visite dei membri della famiglia reale asburgica, tornò un periodo a fasi alterne per la produzione. Gardone partecipò attivamente alle X giornate di Brescia e  alla spedizione dei Mille. Nella metà del 1800 vennero fabbricati a Gardone una grande quantità di pezzi armieri, soprattutto per l’attività venatoria. L’attività delle fucine veniva integrata a quelle agro-silvo-pastorali: la produzione di carbone e le uccellande.

Un particolare di Gardone Val Trompia, fotografia di Laura Gatta - Itinerari Brescia

In seguito all’unione Nazionale, anche per impulso di Zanardelli, il tessuto produttivo di Gardone venne potenziato; la Beretta si trasformò in azienda in grado di compiere tutte le lavorazioni all’interno della propria fabbrica. Alla fine del 1800 arrivò a Gardone l’energia elettrica e una tramvia. Anche Gardone però risentì della crisi economica di fine secolo, nonostante i Beretta stessero lasciando un forte segno con la realizzazione di un albergo e di un ristorante.

Il 1900 si aprì con scioperi, e l’affermazione dei socialisti alle elezioni annuali del 1914. scoppiò la prima guerra mondiale e le industrie gardonesi fecero registrare uno sviluppo notevolissimo. Dopo la crisi del dopoguerra il sistema si riprese. In quel periodo era poca la popolazione che si dedicava all’agricoltura. In tutto questo contesto, nel 1927 grazie a regio decreto, Gardone Inzino e Magno divennero unico comune. La presenza di industrie nei primi anni ’30 favorì un incremento costante. La crescita positiva continuò anche nel secondo dopoguerra; crescita continuata fino agli anni ’70.

Chiesa del convento di S. Maria degli angeli, fotografia di Laura Gatta - Itinerari BresciaChiesa S. Maria degli angeli, particolare del portico esterno, fotografia di Laura Gatta - Itinerari Brescia

Non solo industrie sul territorio di Gardone, ma anche servizi. Nel 1969 nasce l‘ospedale, seguita poi, nel 1974, dalla nascita della nuova sede della comunità montana istituita nel 1971. oltre ad essere un polo produttivo di rilievo, è insieme a Sarezzo il centro scolastico più importante dellaValle. Per questi e per altri motivi, il paese merita senza dubbio una visita.

Arrivando da sud, si giunge alla Chiesa del Convento di S. Maria degli angeli, fondata nel 1442 da San Bernardino da Siena. Proseguendo verso Nord, si giunge nel nucleo vecchio di questo grande centro triumpolino. Concedersi una passeggiata lungo le vecchie strade, aiuta a respirare l’atmosfera del paese, che assume qui un fascino tutto suo, e fa dimenticare per un momento il ritmo frenetico della valle.

Piazza dedicata a San Carlo Borromeo, con relativa chiesa, fotografia di Laura Gatta - Itinerari Brescia

Il Municipio ha sede nell’antico Palazzo Chinelli- Rampinelli; esempio pregevole di Barocco del Sei-Settecento; in passato il comune aveva sede nella Piazza di S. Marco, al lato di questo, dove sorge l’omonima Chiesa Parrocchiale dedicata a San Marco, all’interno della quale troviamo numerosi dipinti del ‘600 e del ‘700 di scuola veneta e bresciana. Se si scende si giunge alla Piazza, dove al centro è collocato un monumento con la statua dello scultore Salvatore Buemi, di Giuseppe Zanardelli. In via San Carlo, troviamo la Chiesa dedicata a San Carlo Borromeo del XVII. Molto bella, visibile dalla statale, la Villa Beretta.