Una lunga e complicata storia

La chiesa di Sant’Agostino è un luogo di culto sconsacrato di Brescia ed è situata nell’omonimo vicolo, già noto nel medioevo come Fistula Grepa, che collega Piazza Paolo VI a Piazzetta Tito Speri.


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La chiesa è citata per la prima volta nel 1145 e all’epoca era più bassa, dotata di un campanile e in stile romanico, tale aspetto non cambiò molto fino all’arrivo, agli inizi del XV secolo, di Pandolfo III Malatesta, il quale si installò nel Broletto e fece costruire, dietro l’abside della chiesa, la Cappella Palatina affrescata da Gentile da Fabriano di cui oggi non resta nulla.

Pandolfo III, durante la sua breve presenza bresciana, fece modificare e rialzare la chiesa dividendola in due porzioni e chiudendo il rosone centrale per poter ampliare gli spazi a disposizione del Broletto. La chiesa risulta quindi divisa in due piani: quello superiore ospitava le sale del Broletto, mentre quello inferiore continuava a essere la chiesa di Sant’Agostino.

L'ex chiesa di Sant'Agostino: discreta e antica

La lunga decadenza…

Nel 1564 il vescovo affida la chiesa alla Confraternita di San Giovanni decollato, col compito di assistere i carcerati all’epoca rinchiusi in nelle prigioni del Broletto. Nel 1763 parte della volta che sosteneva il mezzano quattrocentesco crolla e inizia così la lunga decadenza della chiesa: la confraternita si vede costrwetta a lasciare la chiesa ormai inagibile, vengono aperte quattro finestre rettangolari, due dove ci sono le monofore e altre due ai lati della monofora superiore che verranno eliminate solo agli inizi del XX secolo durante il restauro di Antonio Tagliaferri.

L'ex chiesa di Sant'Agostino: discreta e antica

La struttura segue le vicende storiche della città passando sotto il controllo napoleonico, poi sotto quello austriaco e, infine, sotto quello italiano. Purtroppo, eccezion fatta per la facciata, l’interno non viene restaurato sino alla fine degli anni 90 del secolo scorso quando iniziano i lavori che si concluderanno con la riapertura della struttura nel 2001: attualmente l’ex chiesa di Sant’Agostino ospita una sala conferenze e al suo interno si possono vedere i resti, rinvenuti durante il restauro, di vecchie strutture e di alcune sepolture precedenti il X secolo.

A due passi dalla Chiesa di Sant’Agostino potete visitare il Duomo Nuovo e il Duomo Vecchio e l’Arco del granorolo di Rodolfo Vantini.

Lorenzo Del Pietro

Fotografie di Laura Gatta