Itinerari Brescia ha il piacere di presentarvi un giovane fotografo bresciano Erminando Aliaj. Classe 1984, uscito dall’Accademia di Santa Giulia di Brescia nel 2010, lavora nel mondo della moda soprattutto a Milano, ma non solo poiché insegna fotografia presso l’Accademia del lusso di Milano. Numerose sono le sue collaborazioni anche al di fuori del mondo della moda, tra cui recentemente quelle con la Carosello Records, per l’album di Stefano Bollani con Irene Grandi e per quello del giovane rapper Emis Killa.

 

Fotografia di Erminando Aliaj - Itinerari BresciaFotografia di Erminando Aliaj - Itinerari Brescia

Erminando ha un volto che sembra dimostrare meno anni di quelli che ha, una voce dolce e vellutata e quello sguardo frizzante perennemente alla ricerca dello scatto giusto. Ho approfittato della sua disponibilità per fargli qualche domanda davanti a un tè caldo al Dolcevite di Brescia.”

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La domanda più banale di tutte: quando e come hai iniziato ad approcciarti alla fotografia?
Il mio approccio alla fotografia e con il mezzo fotografico è nato a metà degli anni ’90, quando i miei genitori mi regalarono una polaroid. I primi scatti erano immagini di vita quotidiana, dai ritratti di famiglia, ai pomeriggi passati al parco con amici, giocando con la palla. Quello che mi affascinava in quel periodo era vedere l’immagine apparire e fissarsi sulla carta, una vera magia.

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Il ritratto è senza dubbio la tua cifra stilistica, cosa cerchi di mostrare attraverso i tuoi ritratti?
La mia fotografia ruota attorno alle persone, cerco di conoscere e fare quattro chiacchiere con chi sta davanti al mio obiettivo.
Lavorando nel mondo della moda l’estetica è fondamentale. Da sempre fotografo persone che mi piacciono, farei fatica a ritratte qualcuno che non mi trasmette qualcosa e che non mi emoziona.

Fotografia di Erminando Aliaj - Itinerari BresciaFotografia di Erminando Aliaj - Itinerari Brescia

Non sono uno di quei fotografi che fanno paesaggi, architettura o still-life, fotografo le persone perché sento il bisogno di avere un contatto con loro, uno scambio di opinioni, un confronto. I miei ritratti tendono a essere semplici e puliti, spesso realizzati in studio, per creare la luce più adatta ad ogni “modello” e per avere un’atmosfera più intima. Ciò che cerco di mostrare è il bello delle persone e i loro sentimenti.

Fotografia di Erminando Aliaj - Itinerari BresciaFotografia di Erminando Aliaj - Itinerari Brescia

Quali sono i tuoi legami con Brescia?
Brescia è la mia città, vivo qui da 20 anni ormai. Qui ho le persone che amo e i legami più forti. Milano la frequento quasi esclusivamente per lavoro e quando rientro a Brescia mi piace passeggiare per il centro a piedi o in bicicletta, passare davanti al tempio capitolino, visitare le nostre gallerie d’arte e ovviamente bere un pirlo con gli amici.

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Quali sono i tuoi fotografi di riferimento?
I fotografi che porto nel mio bagaglio sono alcuni dei grandi maestri del ‘900 e altri più contemporanei.
Sicuramente Irving Penn e Richard Avedon, coloro che hanno rivoluzionato la fotografia di moda dal secondo dopo guerra. Helmut Newton e Herb Ritts con i loro nudi elegantissimi e scultorei. Paolo Roversi con i suoi ritratti che si collocano a metà tra moda e arte e non ultimi Peter Lindberg, Steven Meisel e Steven Klein.

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Cosa vede l’occhio di un fotografo?
L’occhio di un fotografo vede come quello di tutte le persone, presta solo maggiore attenzione ai dettagli.
Non bisogna mai chiudere gli occhi perché tutto ciò che ci circonda ci può ispirare.

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Per maggiori informazioni: www.erminandoaliaj.com

Testo di Lorenzo Del Pietro.