Erbusco è un paese che si trova nella rinomata zona vitivinicola della Franciacorta, a pochi passi dal lago d’Iseo. Il toponimo deriva presumibilmente dal termine longobardo der büsche, cioè boschetto; alcuni studiosi sostengono però che l’origine del nome sia latina. I numerosi popoli che hanno attraversato Brescia in epoche precedenti hanno lasciato i segni della loro presenza ad Erbusco: Celti, Longobardi, Cenomani, Romani, Longobardi e Franchi.


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Fu grazie ai Romani che il territorio conobbe un grande sviluppo che lo fece diventare uno dei centri più ricchi e importanti della Franca Curtis, ovvero la Franciacorta, nonché la sede di una delle quattro Pievi della zona. La cittadina era anticamente protetta da mura con fossato, che s’innalzavano attorno alla Pieve e servivano per proteggere il paese dagli attacchi esterni.
La popolazione erbuschese era dedita principalmente alla produzione di cereali e formaggi a cui si aggiunsero successivamente, l’allevamento dei bachi da seta e la coltivazione del lino.

Erbusco - origine foto: terrauomocielo.net
Erbusco è circondata da campi e vigneti, regalando a chiunque la visiti un senso di pace e tranquillità. L’ingresso al centro storico del paese è segnato dalla presenza dell’antico castello, forse il più antico della Franciacorta, le cui mura un tempo erano circondate da un profondo fossato. Il castello custodiva al suo interno il piccolo borgo fortificato con la Pieve di S. Maria, abbracciata a nord da due case-torre ed a sud dal castello stesso. Il castello venne costruito forse dalla potente famiglia Martinengo, ma è comunque probabile che esso sia stato costruito dagli abitanti per difendersi dagli Ungheri. Il castello compare per la prima volta negli statuti bresciani del 1279 e sappiamo che i Guelfi, nel 1312, lo fortificarono ancor di più.

Erbusco - origine foto: www.localidautore.it

La Pieve di S. Maria Maggiore venne edificata presumibilmente nel XII secolo sui resti di un edificio preesistente e rappresenta un chiaro esempio di architettura romanica. All’interno la chiesa si presenta con una navata unica e pavimento in cotto, il tetto invece è a due spioventi con travi alla colma. Tre archi a sesto acuto scandiscono le quattro campate; il presbiterio, che si apre con un elegante arco trionfale, è ricoperto da splendidi affreschi che introducono alla zona absidale. Quest’ultima è la parte più interessante dell’intero edificio: un catino dorato con affreschi del XV e XVI secolo è illuminato dall’unica luce che proviene dalle finestre strombate, alleggerendo l’intera architettura.

S.Maria Maggiore - Itinerari Brescia
Di grande interesse è anche la chiesa di S. Bernardino, parte integrante dell’antico Convento Francescano che venne costruito dai frati durante il XV secolo. Il convento venne abitato dai monaci fino al XIX secolo, anno della soppressione napoleonica. Oggi il convento e la chiesa di S. Bernardino ospitano il cimitero del paese di Erbusco. La facciata è impreziosita dall’antico portico quattrocentesco – formato da tre archi a pieno centro e sostenuti da quattro colonne in pietra di Sarnico con un capitello a foglie grasse – e dai numerosi affreschi. I recenti restauri finanziati dal comune hanno riportato alla luce due splendidi affreschi Cinquecenteschi che raffigurano due Madonne in trono, alcuni devoti, un torchio sacrificale e S. Bernardino, il protettore del Convento.

Parrocchia e Vecchia Pieve - Itinerari Brescia

Sulla sommità della collina che domina Erbusco troviamo Palazzo Lechi, una costruzione presumibilmente voluta da Cesare Martinengo verso la fine del 1500. Il Palazzo ha una classica pianta a forma di U, con cortile interno sul quale si apre un porticato di 11 campate centrali e 9 campate per ognuna delle due ali. Il portale d’ingresso è in chiaro stile seicentesco ed è un inno alla pietra di Sarnico ed alla bugnatura. Il giardino all’italiana è diviso in due parte dal viale centrale: da qui si dipartono, segnate da due obelischi, due balaustre in pietra formate da quattro spazi con piccole colonne sagomate ed ornate di pigne e vasi di fiori. Nella prima metà dell’Ottocento l’architetto bresciano Rodolfo Vantini demolisce l’alto muro che proteggeva la villa, sostituendolo con l’attuale cancellata in stile neoclassica. In precedenza, nel prato antistante il palazzo, vi erano delle case che in seguito furono demolite: ora abbiamo uno splendido spazio verde che si apre sull’ampio panorama del Monte Orfano.