La Rotonda di Brescia

Il Duomo Vecchio, altrimenti detto la Rotonda a causa della sua caratteristica forma, costituisce uno dei massimi esempi di edificio romanico a pianta circolare in Italia.

Il Duomo Vecchio di Brescia: 1.600 anni di storia!

Le reali proporzioni dell’alzato sono distinguibili solo dall’antico livello del terreno della piazza, a destra dell’edificio: quello che oggi appare decisamente ribassato, è invece un edificio slanciato e proporzionato. La muratura in pietra locale (il medolo) risulta variata da sottili cornici, archetti pensili e monofore che garantiscono una sobria uniformità al perimetro esterno.

Il Duomo Vecchio di Brescia: 1.600 anni di storia!

Una storia iniziata 1.600 anni fa…

La chiesa, dedicata all’Assunzione della Vergine, sorge sulle rovine della basilica paleocristiana di Santa Maria Maggiore de Dom, costruita tra V e VI secolo, con restauri sostanziali nell’ VIII; attorno alle metà del 1000 se ne avviò un rifacimento, finché il grande incendio che coinvolse i quartieri centrali di Brescia (1095) non ne decretò la fine e la completa ricostruzione secondo il modello più raffinato del tempo, la pianta circolare, ispirata al Santo Sepolcro.

Il Duomo Vecchio di Brescia: 1.600 anni di storia!Il Duomo Vecchio di Brescia: 1.600 anni di storia!

La cripta di San Filastrio

Dell’antica basilica restano la cripta di San Filastrio – settimo vescovo di Brescia – dell’VIII secolo ed un mosaico raffigurante due gruppi di agnelli attorno al nome del diacono Siro (V secolo), come probabile ricordo di una sua donazione.

Il Duomo Vecchio di Brescia: 1.600 anni di storia!

Il mosaico è visibile attraverso un pavimento vetrato nel presbiterio; altre aperture lasciano intravedere i resti di un impianto termale di età romana. Nella cripta si ammirano soprattutto elementi di recupero di edifici romani, come colonne e capitelli; le volte, invece, furono restaurate e consolidate al tempo dell’edificazione della nuova chiesa.

Il Duomo Vecchio di Brescia: 1.600 anni di storia!

In corrispondenza del portale d’ingresso, aperto in epoca barocca per dare un accesso al duomo anche dal livello della piazza, si ergeva la torre campanaria; fu proprio l’apertura dell’attuale porta a mettere in pericolo la statica della torre, che crollò nel 1708, distruggendo il cinquecentesco Monumento al vescovo Bollani di Alessandro Vittoria; le tre sculture principali sono oggi conservate nel Museo di Santa Giulia.

Come la vediamo oggi, quindi, la Rotonda è il risultato dell’intervento romanico e dell’aggiunta di tutta l’area del presbiterio, edificata da Bernardino da Martinengo tra fine Quattro e inizi Cinquecento; l’architetto mantenne le volte a crociera e conservò la campata centrale dell’antico presbiterio, ancora oggi riconoscibile dalla presenza di importanti affreschi del XIII secolo, raffiguranti i Quattro Evangelisti entro ornati geometrici.

Il sepolcro di Berardo Maggi

Attorno alla Platea (lo spazio centrale) si snoda un deambulatorio scandito alternativamente da volte a crociera e volte a botte, soluzione interessantissima a livello statico e architettonico. Lungo il suo perimetro si incontrano il Monumento all’arcivescovo Lambertini, attribuito a Bonino da Campione, e la Tomba del vescovo De Dominicis (1478 circa), in pure forme rinascimentali.

Il Duomo Vecchio di Brescia: 1.600 anni di storia!

Tra tutti i monumenti, spicca la Tomba del vescovo Berardo Maggi, in marmo rosso, dei primi anni del Trecento: il Signore di Brescia è ricordato da un vivo ritratto e dalla scena della pacificazione tra Guelfi e Ghibellini.

Il Duomo Vecchio di Brescia: 1.600 anni di storia!Il Duomo Vecchio di Brescia: 1.600 anni di storia!

Le cappelle del presbiterio

Sono di schietta architettura rinascimentale. A sinistra, la Cappella delle Sante Croci custodisce il tesoro delle Sante Croci: tra i reliquari, spicca la Croce del Campo o dell’Orifiamma (XI-XII secolo), così chiamata perché collocata sopra il carroccio della città durante le guerre comunali.

Il Duomo Vecchio di Brescia: 1.600 anni di storia!

Un secondo manufatto, protagonista dell’ostensione annuale, è il Reliquiario della Santa Croce: risale al 1487, con aggiunte del 1532, ed è in argento e oro con smalti e gemme. Lo Stendardo della Compagnia delle Sante Croci, dipinto dal Moretto, è ora conservato nella Pinacoteca Tosio Martinengo ed è sostituito qui da una copia moderna.

Il Duomo Vecchio di Brescia: 1.600 anni di storia!

Ai lati della cappella, decorata con fastosi stucchi barocchi, due grandi tele raffigurano episodi della storia della Croce.

Sulla sinistra, l’Apparizione della croce a Costantino di Grazio Cossali (1605); sulla destra, dipinto coevo raffigurante Il duca Namo di Baviera dona a Brescia la reliquia della Santa Croce, di Antonio Gandino.

Sulla destra del presbiterio, la Cappella del Santissimo sacramento è impreziosita da una serie di tele di Moretto. Sulla destra, il Convito dell’agnello pasquale, iniziata dal Bonvicino nel 1553 e terminata dagli allievi; di fronte, Elia dormiente nel deserto; ai lati dell’affresco con Cristo flagellato (di anonimo pittore del XV secolo), i due dipinti a figura intera con gli Evangelisti Marco e Matteo (1534-1537).

L’insieme mostra alcuni aspetti del più tipico naturalismo bresciano, nell’attenzione ai dati naturali, alla gestualità “parlante” dei personaggi, alle nature morte sulla tavola imbandita, al bellissimo paesaggio notturno, all’intensità espressiva e luministica delle due figure degli apostoli.

Il presbiterio

Il presbiterio è piuttosto profondo. Il coro ligneo è di Antonio da Soresina (1522), mentre l’elegante organo è opera della bottega degli Antegnati (1536), restaurato dal Serassi nel 1826.

L’Assunta del Moretto, dipinta nel 1526, è la pala maggiore; nonostante il modello derivi latamente dall’Assunta di Tiziano ai Frari di Venezia, Moretto ne offre una versione tutt’altro che priva di espressione e movimento, ma più quieta e meditativa, a partire dalla netta divisione della scena in due porzioni, quasi la parte delle Vergine tra le nubi costituisca un dipinto a sé stante, dipinto che gli Apostoli invitano a contemplare.

Sotto la pala, il Monumento a papa Alessandro VIII Ottoboni, già vescovo di Brescia, costituisce un esempio interessante della ritrattistica di Orazio Marinali (1690), in un momento di particolare attenzione agli sviluppi della scultura di stampo classicistico.

Nel transetto destro, la grande tela con la Traslazione delle spoglie dei santi vescovi di Brescia Dominatore, Paolo, Anastasio e Domenico è opera di Francesco Maffei (1645-1646); vi è raffigurata la vecchia piazza del Duomo con la torre del Duomo vecchio a destra, con l’antica basilica di San Pietro del Dom – sostituita oggi dal Duomo Nuovo – e il Broletto; la grande vibrazione cromatica, la vivacità espressiva e la liberà pittorica rendono la tela bresciana uno dei capolavori riconosciuti dell’artista vicentino. Il dipinto fu forse realizzato per il canonico Giacomo Pilotti, che nutriva una particolare venerazione per san Carlo Borromeo: il vescovo milanese compare infatti tra i prelati che reggono il baldacchino rosso.

Fiorenzo Fisogni

Fotografie di Laura Gatta

A due passi dal Duomo Vecchio potete trovare anche il Duomo Nuovo, l’Arco del granarolo del Vantini, l’ex chiesa di Sant’Agostino nel Broletto, il Palazzo della Loggia sede del Consiglio comunale di Brescia, Piazza della Vittoria e la settecentesca Biblioteca Queriniana.

Si arriva al Duomo Vecchio passeggiando per Brescia, a tal proposito vi consigliamo due vie per raggiungerlo: la prima e la seconda parte del nostro articolo “Passeggiate bresciane”.