Il cantiere del Duomo nuovo – dedicato all’Assunzione della Vergine – si pone come uno dei più importanti e complessi della Lombardia seicentesca; la sua storia secolare inizia nel 1604, quando si demolì l’antica chiesa di San Pietro de Dom per far posto ad un edificio più consono ai dettami della controriforma.


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I registri della Fabbrica del Duomo riportano documenti e contratti che coinvolgono gli architetti più importanti del tempo. I lavori iniziarono su progetto di Giovanbattista Lantana; la svolta decisiva, che orientò inevitabilmente tutti gli interventi successivi, fu data dall’idea del milanese Lorenzo Binago: quest’ultimo, a Milano, andava elaborando interessanti soluzioni tese a fondere la pianta centrale con quella longitudinale (Sant’Alessandro in Zebedia), affidando un ruolo chiave alla cupola, elemento accentratore dell’intera chiesa e della piazza.

Duomo Nuovo e Duomo Vecchio - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

I Reggenti della Fabbrica richiesero, durante i lavori, diverse consulenze agli architetti più importanti dell’epoca, tra cui il bolognese Antonio Torri, Antonio Massari e Filippo Juvarra.

Dopo la brillante direzione dei lavori da parte di Giovan Antonio Biasio, dal 1731 tiene le redini del cantiere Giovan Battista Marchetti, che porta a compimento quasi tutto l’edificio, ad eccezione della cupola, terminata solo nel 1825 da Luigi Cagnola; questi ebbe l’accortezza di attenersi ai disegni del progetto Lantana-Binago.

L'interno del Duomo Nuovo - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

L’apparato scultoreo, ridimensionato rispetto al progetto originario per esigenze di maggiore sobrietà e decoro, è un campionario della migliore scultura locale. Lungo il perimetro esterno dell’abside, quello più antico, si susseguono i Santi Faustino e Giovita, patroni di Brescia, scolpiti dalla bottega dei Carra; lungo il fianco sinistro, Antonio Carra realizza un possente San Giovanni Battista (1620), denso di ricordi manieristici nella posa e nella muscolatura accentuata.

L'altare maggiore con i paramenti quaresimali - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

Il resto della decorazione scultoria spetta, nei suoi episodi di maggiore spicco, ad Antonio Calegari, uno dei maestri riconosciuti della scultura barocca italiana; i due Santi Gaudenzio e Filastrio (1738-1743), unitamente al busto del Cardinal Querini che campeggia sul portale maggiore (1749), si distinguono per il vivo senso naturalistico e la resa piena – tutt’altro che statica – degli abiti talari, oltre all’intensità espressiva dei volti, che nulla concedono alla convenzionalità.

Il ritratto del veneziano Angelo Maria Querini, vescovo di Brescia, meritò una posizione centrale in facciata, poiché aveva dato enorme impulso alla fabbrica del Duomo e alla riorganizzazione del clero bresciano.

L'altare del Vantini con "Il sacrificio di Isacco" del Moretto- Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

Le stesse sculture dell’altare dell’Angelo custode, che racchiude la tela ottocentesca di Luigi Basiletti, è opera di Antonio Calegari con architettura di Giovanni Battista Carboni; proviene dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli, dalla quale fu rimosso nel 1809.

La cupola - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

Alla primitiva chiesa apparteneva invece la splendida Arca di Sant’Apollonio, commissionata nel 1504 dall’Ordine dei Notai a Maffeo Olivieri, che dispiega lungo le cornici i motivi più tipici della decorazione a grottesche del primo Rinascimento.

Particolari architettonici - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

In età neoclassica fu approntato il monumentale Altare delle Santissimo Sacramento (1842-1846), nel quale l’architetto Rodolfo Vantini – autore del Cimitero monumentale di Brescia – utilizzò motivi neo-egizi nella base delle colonne di marmo di Carrara, seguendo la più apprezzata moda napoleonica.

Reliquario contenente alcuni resti di San Benedetto da Norcia - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

Tra le più antiche pale d’altare predisposte appositamente per la nuova cattedrale, si conta l’Assunta della Cappella Giorgi, dipinta da Palma il Giovane nel 1627 per il Vescovo Martino Giorgi; sullo sfondo compare una interessante veduta di Brescia all’inizio del secolo.

L'altare della navata destra con le statue della fede e dell'umiltà di Calegari e l'angelo custode di Basiletti - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

Le tele di Gerolamo Romanino, sovrastanti il moderno monumento al bresciano papa Paolo VI, sono le prime ante dall’organo del Duomo Vecchio (1539-1541).

L'altare di fondo della navata sinistra con la Pala dell'Assunta di Palma il Giovane - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

Fu grazie all’influenza del cardinal Querini e al suo lungo soggiorno romano che a Brescia arrivò la grande Assunta del modenese Giacinto Zoboli (1733), sull’altare maggiore; questa può dirsi uno dei vertici del classicismo di marca romana che avrebbe goduto di immensa fortuna nel panorama artistico bresciano, da sempre orientato verso uno stile sobrio e misurato.

 

Unica presenza milanese in Duomo, la grandiosa Pala della Peste (1630) è opera di Giuseppe Nuvoloni: ai piedi di Cristo adirato, i fedeli bresciani si inginocchiano dimostrando il loro dolore entro una città devastata dal contagio.

Monumento funebre del vescovo Nava - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

Così concepito – assai diverso dalle costruzioni di origine medievale che lo circondano, il Duomo Nuovo deve essere inteso come grande scenografia barocca, secondo un gusto che ricercava lo stupore e la meraviglia; tale effetto piaceva alquanto all’estetica sei-settecentesca, esaltato dal marmo bianco di Botticino e dall’ordine gigante delle colonne. Punto culminante di questa ricerca è da sempre la grande cupola, la terza in Italia per altezza, dopo quella di San Pietro e di Santa Maria del Fiore a Firenze.

Riflesso nell'acquasantiera - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

Fiorenzo Fisogni

Fotografie di Laura Gatta.

A due passi dal Duomo Nuovo vi consigliamo di visitare anche il Duomo Vecchio, l’Arco del granarolo di Rodolfo Vantini, l’ex chiesa di Sant’Agostino, Piazza della VittoriaPalazzo della Loggia sito nell’omonima piazza e la settecentesca Biblioteca Queriniana.

Vi consigliamo di leggere anche la  prima e la seconda parte di “Passeggiate bresciane!