Darfo Boario Terme – dalla voce più antica Garf, in dialetto Darf – è il più popoloso ed importante centro industriale, commerciale e termale della Valle Camonica. Si sviluppa lungo le due rive del fiume Oglio, alla confluenza di questo con il torrente Dezzo, in un’ampia pianura alluvionale, ai piedi di un imponente massiccio roccioso che culmina con il monte Altissimo, ad una decina di kilometri a nord del lago d’Iseo.


Visualizzazione ingrandita della mappa

Attorno al centro di Darfo sorgono i tre rioni di Boario Terme, Corna e Montecchio che si sviluppano a raggiera: Erbanno, Gorzone, Sciano, Angone, Fucine, Pellalepre, Bessimo sup. e Capodilago sono tutte frazioni di questi rioni. Questi quattro rioni della città (Darfo, Boario Terme, Corna e Montecchio) sono compatti fra loro e formano una specie di quadrilatero, al centro del quale si trova la località Isola, che prende il nome dal fatto che è situata in un’ansa del fiume Oglio.

Il ponte di Montecchio a Darfo Boario Terme - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

L’ottima posizione geografica di Darfo Boario Terme ne hanno fatto, fin dall’antichità, un importante centro militare e commerciale. La zona fu abitata già in epoca preistorica: le incisioni rupestri, in località Corni freschi (Attola) a Montecchio e quelle trovate in località Luine fra Corna, Gorzone, Boario Terme e il lago Moro, sono le prime testimonianze storiche della zona. Sempre in località Luine sono stati scoperti reperti dell’età del bronzo, in località Moia sono state individuate raffigurazioni di dischi solari e nella zona di Sorline – presso il lago Moro – sono state scoperte altre importanti incisioni. Nell’ area sacra di Crape – Luine e Simoni, di notevolissima importanza storica, sono state rinvenute alcune iscrizioni nell’alfabeto retico.

La chiesa di Corna a Darfo Boario Terme - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia
Tutti questi ritrovamenti, in aggiunta a quelli di epoca romana fanno pensare che Darfo fosse divenuto un centro importante, forse ereditando il ruolo avuto da Cividate in epoca romana e quello avuto da Rogno, per il settore religioso, nel periodo alto-medioevale.

Il tempio della Madonna degli Alpini, in onore dei caduti della campagna di Russia - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari BresciaLa cupola in marmo bianco simbolo delle Terme di Boario - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

Vistando il paese s’incontra la parrocchia dei Santi Faustino e Giovita, risalente al 1200 circa e il Tempio della Madonna degli Alpini, dedicato alla memoria dei caduti nella campagna di Russia e che venne inaugurato il 28 settembre 1957. Sul frontale troneggia una Madonna in bronzo, coperta di oro zecchino. I portali del santuario sono costituiti da sei battenti di rame sbalzato di Maffeo Ferrari di Ponte di Legno. Sotto il pavimento vi è il sacrario dei caduti e dei dispersi; nel centro una scultura in marmo con una figura che abbraccia un soldato morente. Oltre alle chiese, Darfo Boario Terme è ricco anche di castelli, come il castello di Gorzone e quello di Montecchio. Il primo è l’unico castello dell’intera Valle ad essere rimasto integro in tutta la sua struttura. Con il passaggio alla dominazione veneta molti castelli vengono distrutti oppure trasformata in abitazione signorile, come successe proprio al castello di Gorzone.

Cupola in stile Liberty che oggi simboleggia le Terme di Boario-Itinerari Brescia
Il castello di Montecchio, invece, fu un’importante rocca di costruita in posizione strategica per il controllo della bassa Valle Camonica in un punto dove un ponte congiungeva le due sponde del fiume Oglio. Sorgeva sul dosso a sud del Monticolo, un monticello di arenaria posizionato nel centro della vallata, luogo già frequentato in epoca antica come mostrano le incisioni preistoriche. Pur essendo definito di Montecchio il castello sorgeva sul versante occidentale del fiume Oglio, ovvero nel comprensorio di Darfo. Nel 1427 Francesco da Bussone, detto il Carmagnola, occupa la rocca per la Repubblica di Venezia e decreta la distruzione del castello. Forse un’ulteriore distruzione si ebbe nel 1455 quando la Serenissima decretò l’abbattimento di tutte le rocche della Valle Camonica. Ciò che rimane oggi è il basamento di una torre ed un sotterraneo con volta a botte e tracce di affreschi (chiamato bus dei pagà).

Il parco delle terme di Boario - Itinerari Brescia

Boario nasce come centro di cura attorno alla fine del Settecento con la costruzione del Casino Boario, luogo in cui si somministravano acque salutari magnesiache e vitrinolate di ferro. Le proprietà terapeutiche delle fonti termali sono note sin dal XV secolo e segnalate da medici illustri. Con il trionfo della moda di passare le acque, nella seconda metà dell’Ottocento Boario divenne un salotto all’aperto, luogo di cura e ritrovo mondano per la ricca borghesia cittadina: proprio in questo scorcio di secolo, l’acqua “Antica Fonte” compare nei negozi degli speziali milanesi, accolta come un vero e proprio toccasana. Uno dei suoi più noti estimatori fu anche Alessandro Manzoni, che ne ordinò – tramite una lettera oggi conservata negli archivi delle Terme – più di cento bottiglie, per trattare un’affezione epatica. Risale invece al 1913 la costruzione della cupola Liberty in marmo bianco, con balconata sostenuta da colonne a capitelli ionici: un tempo sede di orchestre, oggi emblema e simbolo delle nuove Terme di Boario.
Oggi, dopo 150 anni, la nuova proprietà ha intrapreso un processo di profondo rinnovamento, attraverso importanti lavori e interventi di recupero e riqualificazione delle strutture e dei servizi.
In questo luogo, le acque termali sgorgano dalla terra dopo aver lambito le rocce del Monte Altissimo in un viaggio lungo ben 15 anni, tempo nel quale esse si sono progressivamente purificare ed arricchite di minerali ed elementi indispensabili all’organismo umano.

Testi e fotografie tratti dalla tesi “Paesaggi, architettura e vita della media Valle Camonica – Reportage Fotografico
Autore e Fotografo: Roberto Comensoli