L’ultimo comune che incontriamo salendo la provinciale verso l’Alta Val Trompia, è Collio, il cui nome deriva probabilmente o dal vocabolo caules, che indica l’ovile, ovvero il ricovero temporaneo di pecore e capre, oppure dal vocabolo collis, che significa colle.

Vista panoramica su Collio, Val Trompia - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

La strada che porta a Collio è caratterizzata da pareti rocciose che scendono a picco, su quasi tutto il percorso. Da queste pareti, grazie alle miniere – ora mai per lo più strutture dismesse e abbandonate che conservano un fascino indescrivibile – che s’incontrano di tanto in tanto lungo la strada, possiamo facilmente intuire che veniva estratto del minerale. Una di queste Miniere, la S. Aloisio, è stata recentemente recuperata.


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Superati i tornanti si giunge a Collio. La Valle si apre con le sue prime abitazioni e con i prati che, con i loro 5.378 ettari, costituiscono quello che è il comune più vasto dell’Alta Val Trompia. Grazie alle sue bellezze naturali è stato ed è centro di villeggiatura sia d’estate che d’inverno.

Scorcio dalla piazza di Collio, Val Trompia - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

Il centro del comune è rappresentato dalla piazza sulla quale sia affacciano il Palazzo Municipale che risale al 1600.
La chiesa Parrocchiale di Collio dedicata ai SS. Nazario e Celso, è del 1700 e fu probabilmente riorientata portando l’entrata verso la strada. Appena poco più in alto, a dominare su Collio, c’è Tizio, paesello che domina Collio con il santuario della Madonna.
Da Tizio poi si procede verso Ivino, immerso in una conca di prati. Memmo, un’altra frazione di Collio, è uno dei centri abitati più antichi della Valtrompia ed ospita quello che a fine Ottocento fu l’osservatorio meteorologico. Proseguendo dopo Collio, si giunge alla fonte Busana, un tempo famosa.

Vista panoramica su Collio, Val Trompia - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

Si prosegue verso S. Colombano, anch’esso centro di villeggiatura di crescente richiamo. Costeggiato da un torrente che confluisce nel Mella, si trova in una piccola conca che risale attraverso un susseguirsi di prati. Qui si è conservato un dialetto diverso rispetto a quello di Collio ed ancor di più diverso rispetto a quello della Valle. Anche altre tradizioni sono state conservate, come il falò che viene acceso il giorno dei morti, per consentire ai defunti di riscaldarsi in quella giornata. Da S. Colombano ha inizio la strada che conduce al Passo Maniva.

Chiesa Parrocchiale di S. Colombano, frazione di Collio, Val Trompia - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

Luoghi di interesse nel comune di Collio, sono sicuramente, la chiesa Parrocchiale di S. Colombano, già restaurata nel 1389, la chiesa Parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso a Collio, anche questa restaurata nel 1389, la chiesa di S. Maria delle Tese a Tizio, la chiesa di S. Marco a Ivino, la chiesa di  S. Rocco sulla strada verso Memmo.

Testi e fotografie tratti dalla tesi:
L’Alta Valtrompia – Promozione del Territorio. Reportage fotografico e Marketing territoriale.

Autore e Fotografa: Laura Gatta