Tutto inizia con Giovanna Piazza…

Quando il suo monastero perde autonomia, con la forzata aggregazione a quello di San Barnaba, la monaca Giovanna Piazza abbandona le agostiniane di Santa Croce e porta con sé alcune consorelle (1478).

La chiesa di Santa Maria degli Angeli

Le donne fondano una nuova comunità, orgogliosamente indipendente, che prende il nome di Santa Maria degli Angeli: la chiesa è consacrata il 18 marzo 1499. Originariamente, secondo la consuetudine, la chiesa era divisa in due ampi settori, uno riservato alle monache e uno ai fedeli, separati da un recinto che dava l’effetto di due chiese praticamente indipendenti.


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Dalla soppressione napoleonica al recupero

L’iscrizione che compare sulla cornice della facciata porta memoria dell’imponente opera di ristrutturazione terminata nel 1662: DEO SS. VERGINI MARIA ANGELOR. 1662. La chiesa è unificata in un grande corpo, ad una sola navata con due cappelle laterali, pur restando la divisione tra la chiesa vera e propria e il coro delle monache. Con la soppressione dell’ordine nel 1797, il monastero è trasformato in ospizio per le suore provenienti dagli altri monasteri cittadini, mentre la chiesa diventa magazzino militare.

Il recupero avviene solo dopo il 1827, quando il convento è assegnato all’ordine delle Orsoline di sant’Angela Merici, che avviano un istituto di educazione che continua fino ad oggi. L’interno si presenta come un insieme piuttosto uniforme, pur essendo il risultato di importanti sovrapposizioni.

Carlo Innocenzo Carloni, Adorazione dei Magi, 1754 - Itinerari Brescia - Fotografia di Fiorenzo FisogniSagrestia del Carloni - Itinerari Brescia - Fotografia di Fiorenzo Fisogni

Nella volta sopra l’altare maggiore si apre l’Assunzione della Vergine, dipinta nel 1754 da Carlo Innocenzo Carloni, uno dei maggiori pittori del rococò europeo; l’artista intelvese realizza un piccolo capolavoro di luminosità, moltiplicando la presenza degli angeli che accompagnano Maria verso il cielo, coerentemente con la titolazione della chiesa.

Assunta del Carloni (disegno preparatorio) - Itinerari Brescia - Fotografia di Fiorenzo FisogniCarlo Innocenzo Carloni, Assunta e angeli (dettaglio), 1754 Itinerari Brescia - Fotografia di Fiorenzo Fisogni

L’ambiente è unificato dagli affreschi prospettici del milanese Antonio Agrati che, nel 1754, copre le quadrature preesistenti con un complesso gioco di archi, balaustre e scalinate, con l’idea di amplificare lo spazio, coerentemente con lo sfondato che Carloni aveva aperto sul cielo. A questi lavori si sommano gli interventi degli anni Trenta, periodo in cui viene abbattuta la divisoria tra chiesa e coro; è inoltre invertito l’orientamento della chiesa, spostando l’altare maggiore in controfacciata e chiudendo la chieda sul lato della strada, accentuando la funzione interna e privata dell’edificio religioso.

Assunta del Carloni (dettaglio) - Itinerari Brescia - Fotografia di Fiorenzo FisogniAssunta del Carloni (dettaglio) - Itinerari Brescia - Fotografia di Fiorenzo Fisogni

Gli affreschi dietro il nuovo altare sono di Vittorio Trainini (1939), mentre il bell’altare settecentesco di Domenico Corbarelli proviene dalla parrocchiale di Rovato. Le scelte cromatiche di Trainini tendono ad uniformarsi a quelle della quadrature di Agrati, cercando di non compromettere l’unità dell’insieme.

La chiesa di Santa Maria degli Angeli

Di ben altro tenore è l’affresco con la Visione di Sant’Angela Merici di Giovanni Repossi di Chiari, della seconda metà del Novecento. L’altare originale della chiesa, grandiosa opera di Antonio Calegari, fu smontato nel 1808 e portato in Duomo Nuovo, dove fu dotato di una nuova pala con l’Angelo custode di Luigi Basiletti.

La chiesa di Santa Maria degli Angeli

Nella cappella sinistra, sull’altare delle Orsoline, resta la pala dell’antico altare maggiore, la Madonna col Bambino tra santa Caterina d’Alessandria e sant’Angela Merici del salodiano Sante Cattaneo (1815 circa), mentre i due medaglioni con il Sogno di Giuseppe e L’adorazione dei Magi sono ancora del Carloni.

La chiesa di Santa Maria degli Angeli

Sull’altare di destra è esposto il Sant’Agostino del romano Gioacchino Pagliei, firmato e datato 1876; si tratta di un dipinto dal colore vibrante e intenso nel volto del santo, una delle migliori tele di fine Ottocento che rimangano in città. Nelle lunette dei chiostri sopravvivono gli affreschi settecenteschi di Luigi Vernansaal, mentre la volta della sagrestia è ancora opera del Carloni.

La chiesa è visitabile contattando (030.3772551) le suore Orsoline dell’Istituto Santa Maria degli Angeli di Brescia.

Fiorenzo Fisogni