Dal lontano 1254…

La comunità francescana si insediò a Brescia nel 1220, dopo una presunta sosta di san Francesco in città. L’edificazione della chiesa e del convento si fa iniziare nel 1254 e, salvo la parentesi napoleonica del 1797, il complesso fu sempre occupato dai Frati Minori.

Alla struttura due-trecentesca, di matrice romanico-gotica, risale la partizione in tre navate e la sobria facciata a capanna con ampio rosone centrale. Il soffitto a carena voluto da Pandolfo Malatesta, signore di Brescia (1409 circa), fu ripristinato nel 1954. Al periodo di massimo splendore gotico appartiene invece il magnifico chiostro maggiore, che si apre a destra della chiesa, progettato da Guglielmo da Frisone e terminato nel 1394.

Nel Trecento, la chiesa era completamene coperta d’affreschi, parzialmente distrutti durante i restauri e la costruzione delle cappelle. Resta perfettamente leggibile uno dei capolavori della pittura trecentesca in terra bresciana, la Deposizione tra il secondo e il terzo altare, di evidente influenza giottesca, quella favorita dai Francescani dopo l’impresa decorativa di Assisi.

La Chiesa di San Francesco

Frutto del medesimo spirito e del medesimo gusto improntato ad evidenziare le caratteristiche umane dei personaggi della storia sacra, il Crocifisso della seconda cappella a sinistra è riferibile agli anni 1310-1320: la tradizione dei crocifissi francescani qui si mischia ad accenti centroitaliani e oltralpini, nella forte espressività del volto di Cristo.

La Chiesa di San Francesco

La seconda metà del Quattrocento – soprattutto quando il bresciano Guglielmo Sanson diventa generale dell’Ordine (1475-1476) – segna l’arricchimento di nuovi elementi rinascimentali, come la bella infilata di cappelle sul fianco sinistro della chiesa, che portarono all’abbattimento delle case addossate alla chiesa.

La Chiesa di San Francesco

Culminanti con la cappella dell’Immacolata e con il lungo presbiterio, tali interventi si segnalano per la delicata decorazione in cotto e per la nitida planimetria. Artefici di buona parte di questo rinnovamento sono gli architetti Cristoforo e Francesco da Zurlengo.

Ai primi del Cinquecento, invece, risale la costruzione delle cappelle della navata destra, costituite da altari e da arconi addossati alla parete; il primo di questi, dedicato a San Gerolamo, è uno dei capolavori di Gasparo da Coirano (1506), scultore attivo nel cantiere della Loggia e della chiesa dei Miracoli.

La Chiesa di San Francesco

Romanino e Moretto

Spiccano per qualità i dipinti di Romanino e di Moretto. Nel primo altare a sinistra si ammira la pala con i Santi Margherita d’Antiochia, Gerolamo e Francesco del Moretto (1530). Le figure monumentali indicano quanto Moretto abbia appreso dalle forme solide e compatte dei pittori veneti (Palma il Vecchio, Tiziano); il loro dialogare silenzioso, per gesti e sguardi, è invece di matrice bresciana, derivata dalle figure malinconiche e umanissime di Vincenzo Foppa. Si tratta di una visione del Rinascimento che, per certi versi, è opposta a quella trionfalistica dell’Italia centrale e di Venezia.

La Chiesa di San FrancescoLa Chiesa di San Francesco

Nel quarto altare a sinistra, la Discesa dello Spirito Santo del Romanino (1520) è affresco strappato dalla chiesa e qui ricollocato dopo i restauri. Nonostante le cadute di colore, resta pienamente leggibile la grande espressività dei volti.

La Chiesa di San Francesco

Di grande importanza è la pala maggiore, entro la cornice di Stefano Lamberti, commissionata dal generale dell’ordine Francesco Sanson. Questi aveva fatto edificare la soasa lignea per ospitarvi un dipinto di Leonardo; nonostante le trattative fossero arrivate a buon punto, gli avvenimenti politici milanesi impedirono l’esecuzione della pala e, qualche anno dopo, lo stesso Sanson si rivolse a Romanino (1516-1517).

La Chiesa di San Francesco

Il generale si fa ritrarre nel dipinto assieme alla Madonna col Bambino e i santi Francesco, Antonio da Padova, Bonaventura, Ludovico da Tolosa e Bernardino. Romanino è autore anche degli affreschi delle lunette del presbiterio, con Cristo e gli Evangelisti, fortemente scorciati.

Il coro ligneo, del 1538, fu anch’esso donato dal Sanson alla sua chiesa, al pari della sacrestia progettata dagli Zurlengo, con ricca ornamentazione a tarsia e grandi armadi-reliquario.

La Chiesa di San FrancescoLa Chiesa di San Francesco

L’intervento settecentesco più rilevante è costituito dalla decorazione della cappella dell’Immacolata, di architettura rinascimentale, i cui affreschi originali furono distrutti per lasciare posto a quelli di Giovanbattista Sassi (Ester e Assuero e Giuditta con la testa di Oloferne) con quadrature di Giacomo Lecchi, luminosi e leggerissimi (1737). La pala d’altare è opera di Grazio Cossali (1603).

La Chiesa di San Francesco

Tale ciclo è uno dei rari esempi di decorazione pienamente barocchetta in città, affidata ad artisti che avevano raggiunto grande fama a Milano e nella Lombardia occidentale.

1839: l’intervento del Vantini…

Il rifacimento in senso neo-greco avviato dal Vantini nel 1839 fu cancellato dai restauri del 1910, che recuperarono e integrarono le strutture originarie. Per ammirare la geometria delle cappelle rinascimentali, si consiglia di percorrere la strada sul fianco sinistro della chiesa, giungendo fino all’abside e al campanile.

La Chiesa di San FrancescoLa Chiesa di San Francesco

Fiorenzo Fisogni

Fotografie di Laura Gatta

Da non perdere!

Nei pressi della chiesa di San Francesco ci sono anche la Collegiata dei Santi Nazaro e Celso, la famosa torre della Pallata, piazza del Mercato, piazza della Vitoria, la chiesa di Santa Maria degli angeli e la splendida chiesa di Santa Maria dei Miracoli.