Un cammino per il corpo e per lo spirito…

Questo interessante itinerario nasce tra i monti della Val Trompia. I luoghi più importanti che vengono raggiunti con questo percorso sono Caregno (1000 m), Malga Pontogna (1384 m), Cascina Gale (1557 m), Monte Guglielmo-Castel Bertino (1949 m).

Da Caregno al Monte Guglielmo

Il Guglielmo, termine che deriva da gulem, dossi, che in dialetto sono detti culmen, e poi italianizzato dai topografi con il termine a tutti conosciuto, con i suoi 1949 metri d’altezza domina su buona parte della Valle. È la montagna simbolo dell’escursionismo bresciano come pure è una ricercatissima e comoda palestra per lo sci alpinismo: su questi pendii negli anni ’30 fino al 1956 veniva disputato il “Discesù”, la gara di sci più rinomata della Valtrompia.


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Ogni anno vi salgono migliaia di affezionati escursionisti; ecco il percorso: da Inzino nella media Valle Trompia in automobile si sale a Magno di Inzino, e quindi a Caregno, dove vi sono possibilità di parcheggio. Si inizia a camminare in direzione nord, per una piccola strada pianeggiante, inizialmente cementata, passando fra cascine e fienili, ora quasi tutti ristrutturati.

Da Caregno al Monte Guglielmo

Dopo circa venti minuti di cammino, sulla sinistra si prende una strada per la Pontogna e, dopo aver percorso un tratto nel bosco, attraversato una stretta valle e aggirato un dosso, continua ad inserirsi su una piccola strada che seguiremo sempre in direzione nord. Continuando si giunge in vista dell’alpeggio conca di Pezzoro e dell’alta Val Trompia.

Da Caregno al Monte Guglielmo

L’itinerario in seguito aggira il versante verso sinistra e prende a salire con pendenza più accentuata tra gli abeti. Ad una stretta e ripida curva a gomito che si svolge verso sinistra, dirama a destra un ben inciso sentiero, che dopo aver scollinato attraverso un piccolo intaglio roccioso, scende al rifugio della Pontogna della Sezione CAI di Gardone V.T. generalmente sempre aperto.

Da Caregno al Monte Guglielmo

Ancora uno strappo in salita e un lungo falsopiano in mezza costa attraverso l’abetaia ed ecco apparire la malga Pontogna. Alla malga l’itinerario si immette sulla stradina (che sale da Pezzoro) che si inoltra a mezzacosta sopra gli alpeggi della Pontogna; seguendola verso ovest si giunge comodamente alla cascina Gale (1.557 m).

Transita qui il tracciato del “Sentiero 3V” relativo alla tappa Colle di San Zeno-Santa Maria del Giogo, contrassegnato con segnavia bianco-azzurri; verso ovest divella la mulattiera per Passabocche. Il nostro itinerario proseguirà ora lungo la traccia ben segnata del “3V” in direzione della cima Monte Guglielmo. Dalla cascina Gale si parte subito in salita seguendo il sentiero che poco sopra tocca la pozza d’alpeggio della cascina stessa.

Da Caregno al Monte GuglielmoDa Caregno al Monte Guglielmo

In ripida salita poi si rimonta una costola erbosa con brevi zig zag e roccette, facili da superare. Si continua spostandosi progressivamente verso sinistra con bella vista sulla lunga dorsale spartiacque che corre verso il Maniva, altro monte da cui partono interessanti itinerari,  tra la Val Trompia e la Valle Camonica.Si giunge, dopo aver superato un altro tratto molto ripido ad un piccolo passo scavato sulla dorsale sommitale del Monte Pedalta sulla quale si registra la quota più elevata del Monte Guglielmo.

L’itinerario a questo punto volge verso oriente per snodarsi sul filo dell’arcuata dorsale fino a toccare la cima del Castel Bertino sul quale sorge il Monumento al Redentore e la statua al Papa bresciano Paolo VI, al quale era molto cara questa montagna; montagna che, forse per la sua posizione, o per le sue specifiche caratteristiche che la rendono riconoscibile anche da grande distanza, fu scelta alla fine del XIX secolo e gli inizi del XX secolo, tra 20 alture italiane per porre il Redentore.

Da Caregno al Monte Guglielmo

Con favorevoli condizioni di visibilità, eccezionale si presenta da lassù il panorama: i massicci delle Alpi occidentali con il Monte Rosa e il Monte Bianco, la catena appenninica verso sud, il Lago d’Iseo adagiato nella conca Sebina. Poco importa però se invece di un cielo azzurro trovi la nebbia; nebbia tra l’altro frequente in montagna. Se non è possibile vedere il panorama, c’è sempre la possibilità di immaginare la meraviglia che ci deve essere al di là di quel muro di nebbia.

La suggestione della nebbia…

Lasciato il monumento alle spalle, si scende verso est, lungo la marcata traccia che porta alla Malga Stalletti alti, e da questa, continuare su una stradina per gli Stalletti bassi. Detta stradina perde gradualmente quota fino ad abbassarsi nei pressi del Passo dei Sabbioni dove inizia a scendere a sinistra verso Cimmo. Alla curva che aggira la dorsale e anche poco prima si staccano a destra due sentieri che alla sottostante cascina si uniscono e procedono per il vicino Passo dei Sabbioni.

Da Caregno al Monte Guglielmo

Si continua verso destra su un falsopiano prima e in discesa poi, toccando un appostamento da caccia sino a giungere al marcato Passo del Lividino che si affaccia sulla prativa balconata di Caregno. Seguendo ora la ripida e larga mulattiera si scende velocemente all’automobile non prima di aver sorseggiato la freschissima acqua del noto Fontanì della salute situato all’inizio della valle a due passi dalla partenza.

Facendo a ritroso il cammino si capisce che si può raggiungere il Guglielmo partendo anche da Cimmo, a cui si giunge deviando a sinistra a Tavernole, sulla strada statale della Val Trompia e dove si può parcheggiare l’automobile; si può raggiungere anche da Pezzoro, paese a cui si arriva sempre dalla statale della Val Trompia deviando a sinistra a Lavone, in direzione di Pezzaze.

Laura Gatta