Capo di Lago

Cò de làch in dialetto camuno, è una frazione del comune di Darfo Boario Terme, costituita da un borgo di poche decine di abitanti che sorge sulle rive del lago Moro, tra le colline delle Sorline e Rodino, alle pendici del Monte Pora in Valle Camonica.

Capo di Lago e il Lago Moro

Capo di Lago e il Lago Moro

Presso Capo di Lago passavano antiche strade di comunicazione, tra cui un troncone delle via Valeriana costruita dai Romani, che ricalcava gran parte dei sentieri battuti da millenni dalle popolazioni autoctone. Il paese ha un piccolo ma significativo indotto dovuto al turismo legato al vicino lago.

Capo di Lago e il Lago Moro

Il lago Moro

È di piccole dimensioni: il giro completo del lago si fa in 50 minuti, ha una larghezza massima di 320m, una lunghezza massima di 820m per una superficie totale di 0,174 km2 e tocca la profondità di 42,20 m. Le sue pareti di roccia quarzosa bruno rossastra sono ripide e scendono immediatamente in profondità, favorendo la colorazione piuttosto scura delle acque. Questa particolare morfologia è dovuta all’azione erosiva dei ghiacciai che hanno formato il lago. Collocato in una conca e circondato per tutto il perimetro da vette di varia altitudine, il lago Moro ha acque fredde, che durante gli inverni rigidi possono anche ghiacciare.

Capo di Lago e il Lago Moro

Sulla sua origine le fonti sono discordanti: la tradizione orale parla di una presunta origine vulcanica, ma l’escavazione glaciale pare la tesi più attendibile. Non ha ne emissari ne immissari: solo alcuni piccoli ruscelli sfociano nel lago, che è alimentato principalmente da sorgenti sublacustri di profondità. Il paesaggio è dominato da prati e boschi, soprattutto castagneti. Le acque del lago ospitano diverse specie di pesci, fra cui il pesce persico, la tinca, il cavedano, la carpa e l’anguilla europea.

Capo di Lago e il Lago Moro

Anche le fonti riguardanti il nome sono discordanti. Secondo alcuni l’origine della denominazione moro è da ricercare nel colore scuro delle acque, altri sostengono che essa derivi dal termine celtico moir, che significa lagozza, lago basso.

Il Parco del Lago Moro

Il 27 aprile 2000 è stato istituito dalla Regione Lombardia il Parco del Lago Moro, parco locale d’interesse sovracomunale con un’estensione di 1,31 km2 e la cui gestione è affidata al comune di Angolo Terme. Il suo territorio è suddiviso in cinque aree: la collina del Monticalo, la collina del Castellino, la collina delle Luine, la collina delle Sorline e la conca del Lago Moro.

Capo di Lago e il Lago Moro

Varie sono leggende sorte intorno al lago. La più famosa parla di una culla che nelle notti di luna piena apparirebbe in mezzo alle acque del lago. La leggenda ha molte varianti, che rispecchiano tutte la stessa trama: in un lontano passato il lago non esisteva, al suo posto c’era una vasta radura in cui sorgeva una casa abitata da una donna e dal suo bambino, nato da poco. Un giorno un misterioso viandante bussa alla porta della casa chiedendo cibo e, vendo cacciato malamente dalla donna, il viandante maledice la casa.

Capo di Lago e il Lago Moro

Durante la notte un diluvio allaga la radura sommergendo la casa, la donna e il bambino, creando il lago. Da allora ogni notte di luna piena la culla con il bambino compare nelle acque del lago. Ed è da questi racconti tradizionali che deriva la denominazione dialettale del lago Moro: lac de la cüna, che in dialetto camuno significa culla. Secondo altre testimonianze, invece, il nome originario era lac de la güna o, più semplicemente la güna che significa fossa o conca profonda. Quando poi non si comprese più il significato di quel termine arcaico, il termine venno storpiato in cüna, creando la leggenda.

Testo e Fotografie di Roberto Comensoli