Capo di Ponte – Co de Pút in dialetto camuno – deve il suo nome alla posizione geografica di alcune case antiche poste ad occidente del ponte sul fiume Oglio verso la frazione di Cemmo. L’attuale paese copre invece l’altra sponda del fiume, espandendosi ad est. Il comune è attraversato da nord a sud dal fiume Oglio, nel quale su immettono il torrente Clegna, proveniente da ovest ed il torrente Re proveniente da est. Capo di Ponte si trova circondato da un’imponente corona di montagne tra cui spiccano il Pizzo Badile e la Concarena.


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Il paesaggio naturale del comune e delle sue frazioni Cemmo e Pescarzo offre la possibilità di compiere veri e propri itinerari all’insegna della natura e della tradizione, alla scoperta di aree e boschi incontaminati, senza tralasciare la dimensione enogastronomica che caratterizza il comune. Il modo ideale per apprezzare al meglio le tradizioni di Capo di Ponte è quello di soggiornare negli agriturismi e nelle aziende agricole della zona che offrono al visitatore la possibilità di assaporare i prodotti tipici della Val Camonica e di percorrere gli itinerari più caratteristici.

Capo di Ponte, Valle Camonica - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

Capo di Ponte si trova circondato da un’imponente corona di montagne tra cui spiccano il Pizzo Badile e la Concarena. La presenza di un paesaggio incomparabile e di una natura inviolata non sono l’unica ricchezza di Capo di Ponte. Il Comune, infatti, si inserisce nel sistema del Parco delle Incisioni Rupestricon numerosi parchi tematici e musei all’interno dei quali si possono ammirare le testimonianze preziose degli antichi Camuni che, per prime in Italia, sono state riconosciute Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’ UNESCO.

Il cenro storico di Capo di Ponte - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

Il Museo didattico d’Arte e Vita Preistorica testimonia l’unicità della cultura dei Camuni attraverso decine di migliaia di incisioni immerse in un museo all’aperto circondato dalla natura, così come il Parco Archeologico Comunale di Seradina e Bedolina che raccoglie incisioni risalenti principalmente all’Età del Bronzo e del Ferro tra le quali si ricorda la Rosa Camuna, oggi simbolo della Regione Lombardia. Le ricerche archeologiche e storiografiche che hanno portato alla recente scoperta di nuove incisioni e di nuovi significati interpretativi, vengono portate avanti da decenni all’interno del Centro Camuno di Studi Preistorici da un’ equipe di studiosi e ricercatori.

Il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, istituito nel 1955, è una sorta di grande museo all’aperto che custodisce più di 100 rocce incise dal grande valore storico-archeologico.

Il Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo custodisce due splendide steli monumentali incise, molto probabilmente, in seguito ad un loro distacco dalla parete rocciosa sovrastante e che costituiscono le prime rocce incise scoperte sul territorio della Val Camonica.

Capo di Ponte rappresenta quindi un’accogliente meta turistica all’interno del territorio della Valle Camonica. Punto di partenza ideale per i visitatori che hanno fame di storia, di cultura e di tradizioni, ma che desiderano anche immergersi in un percorso a stretto contatto con la natura, in un paesaggio incontaminato.

La chiesa di San Martino a Capo di Ponte - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

Passeggiando per il centro storico è possibile vedere la parrocchiale di Capo di Ponte, la chiesa di S. Martino che è dedicata ai santi Martino e Vittorino. La chiesa fu costruita nel XVIII secolo ed ha una facciata in stile barocco. L’interno, ad una sola navata, reca nella volta degli affreschi della vita di San Martino mentre, nella volta del presbiterio, si trovano affreschi raffiguranti la gloria di San Martino e le quattro Virtù cardinali.

Interno della chiesa di San Martino a Capo di Ponte - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

La pala dell’altare maggiore raffigura la Madonna col Bambino, tre Santi e l’Addolorata. A Capo di Ponte è possibile vedere anche la chiesa dedicata alle Sante Faustina e Liberata. La chiesa è una costruzione del ‘600 sorta su una cappella romanica, della quale resta solo un frammento di abside con affreschi. All’interno della chiesa c’è una sola navata, con una volta a botte. Addossato alla chiesa vi è un masso, con sei impronte di mani lasciate dalle Sante quando, secondo la tradizione, lo fermarono per evitare che franasse sul villaggio di Serio. Le impronte di mani, sebbene ritoccate, potrebbero avere origine preistorica e il masso essere un antichissimo altare. Nella cappella del sepolcro, che si trova accanto alla chiesa, vi sono alcune statue lignee policrome di fine ‘400.

La Pieve di San Siro domina la città di Capo di Ponte - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari BresciaMonastero di S.Salvatore a Capo di Ponte (Foto di Luca Giarelli) – Itinerari Brescia

Di grande interesse sono anche la Pieve di San Siro ed il Monastero di San Salvatore: la prima è visibile perché arroccata su una collina rocciosa mentre la seconda, più nascosta, sorge oggi a ridosso di alcune abitazioni. Per le visite di entrambe è bene contattare l’ufficio del Turismo di Capo di Ponte, perché sono visitabili in orari prestabiliti.

Testi e fotografie tratti dalla tesi “Paesaggi, architettura e vita della media Valle Camonica – Reportage Fotografico
Autore e Fotografo: Roberto Comensoli