Più di 2.500 anni di storia!

La città di Brescia è molto antica, ha più di 2.500 anni di storia alla sue spalle, questo fa sì che girando per il centro storico di Brescia sia possibile ammirare le testimonianze di tutto il suo passato, dai suoi primi abitanti, i Galli Cenomani, sino al XX secolo con la costruzione di Piazza della Vittoria e i grattacieli dell’area meridionale della città, ogni età ha lasciato delle tracce tangibili nella città.

Brixia e le vestigia dell’Impero Romano

Nel 89 a.C. grazie alla Lex Iulia Civitate, Brescia diventa municipio romano e nel 49 a.C. I suoi abitanti ottengono la preziosa cittadinanza romana, con queste date ha inizio la storia di Brescia romana. Questi risultati furono il risultato delle guerre condotte da Roma per assoggettare le popolazioni dei Galli, guerre che impegnarono Roma sin dal 202 a.C. Con la pacificazione arrivò anche la romanizzazione e la perdita dei caratteri più tipici del mondo Cenomane. A questo periodo risalgono anche alcuni dei monumenti più caratteristici della città: il Foro romano col magnifico Capitolium e i resti della Basilica, la Quarta Cella, la Vittoria Alata che insieme alla Leonessa è il simbolo di Brescia, il teatro romano, le terme e le celebri domus scoperte alla fine del XX secolo all’interno del Museo di Santa Giulia.

Grazie alla vicinanza delle cave di marmo di Botticino la presenza in città di resti lapidari è straordinaria: Brescia è la terza città dell’Impero Romano per resti marmorei subito dopo Roma e Aquileia, un passato che è ben visibile un po’ dappertutto passeggiando per le strade del centro storico.

Medioevo: Longobardi, Carlo Magno e l’arrivo della Serenissima

Con la caduta dell’Impero Romano d’Oriente Brescia subisce svariate incursioni, che portano a un rapido disgregamento e depauperamento sociale, le strutture dell’area forense sono devastate, occupate e riutilizzate come abitazioni, soprattutto col primo arrivo delle popolazioni longobarde. Tuttavia l’arrivo dei Longobardi segna un periodo di relativa tranquillità, gli occupanti, come per tutte le popolazioni barbariche, subiscono il fascino del passato romano e rapidamente adeguano i loro usi a quelli romani.

Re Desiderio, già duca di Brescia, fonda con la moglie Ansa nel 753, lungo il Decumano Massimo di Brescia il monastero di San Salvatore, l’embrione di quello che sarà uno dei più ricchi e celebri monasteri femminili di tutta la penisola sino alla sua chiusura e conversione in caserma avvenuta con l’occupazione francese del 1798: 1.045 anni di storia che a partire dal 1882 sono musealizzati permettendone, grazie a molteplici campagne di restauro la fruibilità del grande complesso.

Con la caduta del regno Longobardo e il suo inserimento nell’impero Carolingio, inizia una nuova epoca anche per Brescia che come molte altre città intorno all’anno 1000 anche i bresciani si organizzano in Comune, con questa scelta arrivano anche i contrasti con l’Impero e il passaggio dal contrasto alla guerra aperta è abbastanza repentino. Risale al XIII secolo l’erezione della Torre della Pallata che ancora oggi accoglie i visitatori che provengono da Via Milano. Ne seguirono secoli di guerre e disordini che videro Brescia finire sotto differenti conquistatori – di cui i più famosi sono i Visconti che costruirono la Cittadella Viscontea più o meno in prossimità dell’attuale Broletto e di cui oggi restano residue tracce – fino al 20 novembre 1426 quando i bresciani si diedero alla Serenissima: con l’arrivo dei veneziani arriva anche a Brescia il Rinascimento.

La Pace Veneziana

Con l’arrivo di Venezia arriva anche un lungo periodo di pace e prosperità per Brescia, fatta eccezione per il terribile sacco del 1512 fatto a opera dei francesi guidati dallo spietato duca di Nemours Gaston de Foix che scesi dal Castello misero a ferro e fuoco la città, sino all’occupazione dei francesi, questa volta guidati dal Bonaparte, alla fine del XVIII secolo, l’ordine regnerà sovrano.

Sono di questo periodo i grandi lavori per la nuova cattedrale, lavori che si protrarranno sino al XIX secolo, le principali chiese (San Giuseppe, il Santuario delle Grazie, Santa Maria della Pace, Santa Maria della Carità, Santa Maria dei Miracoli, la Collegiata dei Santi Nazaro e Celso, Sant’Alessandro…), Palazzo Loggia, la Biblioteca Queriniana, la splendida fontana alla base della Pallata e le mura cittadine.

Da Napoleone all’Unità

Col Trattato di Campoformio del 1797 Brescia entra a far parte della Repubblica Cisalpina e segue poi le vicende degli altri territori occupati dalla Francia e passati nel 1815, a seguito del Congresso di Vienna nel Regno Lombardo-Veneto e quindi sotto l’occupazione austriaca. Nel 1813, a seguito dell’Editto di Saint Cloud, è creato il Cimitero Monumentale (il Vantiniano), il primo d’Italia, al cui interno svetta la torre, opera di Rodolfo Vantini e che ha ispirò Heinrich Strack nella progettazione della Siegessäule di Berlino. Negli anni 20 del XX secolo i caselli daziari di Porta San Giovanni (Porta Garibaldi) saranno smontati e ricollocati come ingresso del Campo Santo.

Nel 1849 Brescia si solleva contro gli Asburgo e per 10 giorni (le famose 10 giornate di Brescia) ha la meglio sulle truppe del Maresciallo Radetsky, al rientro delle truppe austriache la repressione sarà feroce. Con la Seconda Guerra d’Indipendenza gli austriaci sono definitivamente cacciati da Brescia come dalla quasi totalità della Lombardia e la provincia di Brescia diviene terra di confine, un confine che, per la parte prossima al Trentino resterà tale sino alla conclusione della Grande Guerra.

Risalgono all’occupazione austriaca l’Arco del Granarolo, il Mercato dei Grani nell’attuale piazzale Arnaldo, la stazione ferroviaria e il completamento del Duomo Nuovo (1825).

Con la fuga degli austriaci, la liberazione della città, l’ingresso di Garibaldi in città (14 giugno 1859) e la successiva Unità (17 marzo 1861) arrivarono molti nuovi progetti e Brescia iniziò a delinearsi come una città industriale e votata alla siderurgia. Per dare aria, nuovi spazi e un assetto più moderno alla città fu deciso di abbattere la quasi totalità delle mura venete, i lavori coprirono un periodo che va dal 1907 al 1911, in tempo per la grande Esposizione Industriale Bresciana e i festeggiamenti per i 50 anni dell’unità d’Italia.

Il XX secolo: il progetto di Marcello Piacentini

Brescia seguirà poi le vicende di tutto il nord Italia, la Grande Guerra, il biennio rosso, e la dittatura fascista, quest’ultima porterà all’arrivo in città di Marcello Piacentini, uno dei più grandi architetti del XX secolo. Il progetto del Piacentini prevedeva lo sventramento di ampie zone del centro storico di Brescia per la creazione di spazi più ariosi, più moderni e più in linea col pensiero dell’epoca. Il progetto si concentrò soprattutto sul medievale quartiere delle pescherie che sarà raso al suolo e su cui oggi troviamo Piazza della Vittoria e il suo Torrione, il primo grattacielo d’Italia. Ciò che oggi è considerato uno scempio sino agli anni 70 era considerato la norma, abbattere porzioni considerate vecchie, malsane e pericolanti per creare spazi nuovi, moderni e maggiormente fruibili: il risultato è una bellissima piazza in stile Razionalista, recentemente restaurata e dove si trova l’ingresso alla Stazione Vittoria della Metropolitana di Brescia inaugurata nel 2013.

La Seconda Guerra Mondiale con l’occupazione tedesca porterà anche i gravissimi danni dei bombardamenti e un elevato numero di morti. Brescia medaglia d’Argento alla Resistenza si solleva il 25 aprile 1945 insieme alle principali città nel Nord e scaccia le ultime truppe tedesche. Seguono poi gli anni della ricostruzione e il boom economico, che soprattutto a Brescia porterà una grande espansione economica e i terribili Anni di Piombo che videro a Brescia ben tre attentati: Piazza del Mercato e Piazza della Loggia nel 1974 e Piazzale Arnaldo nel 1976. Gli anni 90 videro l’inizio della riqualificazione di Brescia e l’approvazione del progetto per la Metropolitana inaugurata il 2 marzo 2013.

Lorenzo Del Pietro