Tanti fiumi attraversano la città

Brescia è una città ricchissima d’acqua. Garza, Bova, Celato e Dragone sono i corsi d’acqua che un tempo correvano aperti districandosi fra i viottoli dei quartieri popolari e oggi accompagnano la frenesia della città sotto di essa. Di tale ricchezza, le fontane pubbliche e private, sono testimoni sin dall’antichità.

Brescia città delle acque

La città delle fontane…

Le fontane pubbliche venivano utilizzate per attingervi l’acqua a uso domestico e divenivano luoghi di aggregazione. Dal 1500 le fonti divengono veri e proprio oggetti scultorei e scenografici con il compito di decorare i meravigliosi giardini di palazzi privati. Anche a livello urbanistico rivestono un ruolo centrale, talvolta con funzione commemorativa.

Piazza della Loggia

Di molte fontane abbiamo inoltre notizie dettagliate e conosciamo i nomi dei maestri che le progettarono.
In Piazza della Loggia vi sono due simpatiche fontanelle in marmo bianco denominate “della rana”, addossate ai pilastri dell’arco dei portici che sovrasta la Torre dell’Orologio. Chiamate così probabilmente per i mascheroni neoclassici decorativi dai quali sgorga l’acqua.

Piazzetta Tito Speri

Nella vicina Piazzetta Tito Speri, si trova una delle fontane più particolari della città: la fontana di San Tiziano. Addossata alla parete orientale della piazza, in un angolo, è opera dell’architetto bresciano Antonio Tagliaferri; gli elementi che la compongono provengono da altre situazioni architettoniche ormai scomparse, il particolare più suggestivo è la raffigurazione del vescovo San Tiziano (tra i primi Vescovi della città) sulla lastra marmorea frontale della fontana, è la parte più antica, si tratta infatti della lastra tombale del Vescovo risalente al IX secolo circa.

Piazza Duomo

Al centro di piazza Duomo si trovano due belle fontane in marmo di Botticino: a nord la Minerva Armata guarda la Loggia delle Grida del Broletto, a sud la Brescia Armata protegge la Rotonda con scudo ed elmo.

La Minerva Armata, è stata qui trasferita nel 1921 dagli spalti delle mura tra Porta San Giovanni e Porta San Nazaro (attuale: piazza Garibaldi e piazza della Repubblica). È opera dello scultore veronese Giambattista Cignaroli (1818). La statua di Brescia Armata decora invece la fontana posta di fronte al Duomo Vecchio, ma si tratta di una copia: l’originale, opera dello scultore Antonio Callegari (1722), è conservato ai Civici Musei della città.

Il Broletto

Nel cortile del Broletto si trova una bella fontana Settecentesca in pietra di Botticino, è composta da una vasca polilobata, al centro della quale si innalza un basamento che regge il bacino superiore con mascheroni da cui zampilla l’acqua.

Piazzetta Labus

In piazzetta Labus, accanto ai resti archeologici della grande Basilica Romana, c’è una fonte – abbeveratoio per animali, conosciuta già nel XV secolo come l’Abbeveratoio d’Ercole o Beveratore d’Ercole. La vasca di pietra bianca è quadrata e appena sopra c’è una curiosa finestra chiusa da ante di legno.

Piazzetta Vescovado

In piazzetta Vescovado si trova una bella fontana settecentesca circondata da quattro maestosi tigli, in origine ospitava un abbeveratoio e un piano per lavare i panni. Al centro un’alzata di fiori e frutta permette la fuoriuscita dell’acqua.

Corso Zanardelli

In corso Zanardelli, all’interno di un piccolo slargo, si incontra la fontana dedicata ai Fratelli Porcellaga in pietra di Botticino. Si tratta di un vero e proprio monumento commemorativo realizzato in onore dei fratelli, eroi bresciani che morirono durante il tragico sacco di Brescia del 1512. Proseguendo lungo il corso, si nota una seconda fontana. Non ha un nome particolare, non è dedicata a qualche personaggio da ricordare, si tratta di un’opera composita: la parte centrale cilindrica decorata da ghirlande vegetali trattenute da mascheroni è di epoca romana.

Piazza del Mercato

La fontana al centro di piazza del Mercato venne realizzata all’inizio dell’Ottocento e scolpita su progetto di Giovanni Donegani. In pietra bianca di Botticino, presenta una statua raffigurante l’Abbondanza con cornucopia e delfino.

Brescia città delle acque

Contrada San Giovanni

Al civico 31 di contrada San Giovanni, se i portoni aperti ne permettono la vista, una magnifica fontana neoclassica con una colonna sostenuta da due leoni rampanti e decorazioni antropomorfe fa da quinta prospettica ad un cortile privato realizzato sui terrapieni dell’ultima cinta muraria della città. Una elegante doppia rampa di scale conduce a un piccolo giardino pensile.

Dove contrada San Giovanni incrocia corso Mameli fa angolo la fontana di San Giovanni, collocata in una apposita nicchia e risalente al 1826. Lo stile è quello neoclassico.

Corso Mameli

Lungo corso Mameli, all’incrocio con via Pace, si trova la Torre della Pallata. A ridosso c’è la fontana creata nel 1596: al centro vediamo Tritone dalla cui bocca sgorgava acqua, ai lati le allegorie del fiume Garza e del fiume Mella, due possenti figure maschili, in cima Brescia Armata, coraggiosa donna con elmo e Cornucopia, simbolo di abbondanza. La storia ricorda che quando Caterina Cornaro, regina di Cipro, nell’estate del 1497 giunse in visita al fratello podestà di Brescia, venne accolta con solenni cerimonie, festeggiata da uomini d’arme e nobili donne, in suo onore dalla fontana sgorgava, anziché acqua, del buon vino.

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