Breno sorge in una forra naturale dalla direzione nord-sud, tra la collina del Castello ed il Corno Cerreto. Il paese è un importante centro amministrativo, dove hanno sede la Comunità Montana di Valle Camonica e il BIM della Valle Camonica. Oggi come nel passato, questo paese, deve la sua importanza al fatto di essere centro della Valle Camonica sia per posizione geografica sia per tradizione.

Il paese di Breno visto dal Castello - Foto di Roberto Comensoli

Breno ha alle spalle una lunga storia che si spinge fin nel calcolitico, come hanno messo in luce recenti scoperte archeologiche effettuate sulla collina del castello. Anche l’etimologia ci riporta ad origini assai lontane, sia che si assuma come vera la radice del celtico brig (monte) oppure il cognome ugualmente celtico di Brennos, oppure la voce briù o braè, che significano ponti o intrecciatura di pali a scopo difensivo.

Vista di Breno e dell'imponente campanile del Duomo - Foto di Roberto Comensoli

In diverse località del comune sono stati ritrovati vari esempi di incisioni rupestri, di cui la Valle ne è ricca. Testimonianze di varia natura avvallano le teorie riguardanti i diversi gruppi che si susseguirono alla conquista delle prosperose e attraenti terre della Valle: gruppi di provenienza ligure abitarono certamente le zone di Breno, il quale rimase un piccolo insieme di semplici cascinali presumibilmente fino al periodo romano.


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La presenza dei Romani è testimoniata soprattutto dall’importantissima e recente scoperta ( a partire dal 1986) di un santuario dedicato alla dea romana Minerva, Athena per gli antichi greci, ritenuta la dea del pensiero, del lavoro, della guerra, ma anche e soprattutto una divinità portatrice di salute. L’edificio ritrovato risale all’epoca di Augusto – I sec d.C. – ed è di notevole importanza il ritrovamento di resti inequivocabili di un piccolo manufatto simile ad un porticciolo, segno evidente che il fiume Oglio era navigabile e navigato fino almeno a Breno. Questa era una delle principali vie di collegamento e di trasporto merci fino al completamento della via Valeriana, che percorreva tutta la valle Camonica. Questa importante arteria viaria era stata progettata per scopi militari, come tutte le grandi strade romane, ed era localizzata a mezza costa sulle montagne, poiché il fondo valle era acquitrinoso e impraticabile a piedi, fino alle vaste bonifiche messe in atto, nel medio evo, dai monaci di Tours.

Breno è situato in una zona molto importante, essendo questa l’unica via di collegamento tra la bassa e l’alta Valle Camonica. Nonostante l’importanza del paese dal punto di vista strategico – dall’alto si poteva dominare l’intero territorio camuno – presumibilmente Breno non rivestì un ruolo di particolare predominio in epoca Longobarda. Soltanto più tardi divenne il capoluogo dell’intera Valle Camonica, rubando il primato al vicino comune di Cividate Camuno.

La recente scoperta de Il Tempio di Minerva a Breno - Foto di Roberto Comensoli
Breno e l’intera Valle Camonica furono dominati prima dai Visconti di Milano e dalla Serenissima Repubblica di Venezia dopo. I veneti fecero di Breno la sede di tutti gli uffici distrettuali e politico-amministrativi che dipendevano da Brescia e da Venezia. Nel 1815, con il trattato di Vienna, la Valle entrò a far parte dell’Impero Austriaco e più precisamente del Regno Lombardo-Veneto.

La chiesa di S.Antonio a Breno - Foto di Roberto Comensoli

Breno è una caratteristica cittadina di media valle, che racchiude al suo interno dei gioielli di enorme valore. Primo fra tutti il castello, protetto dal Pizzo Badile da un lato e dalla Concarena dall’altro e dal quale si domina l’intera Valle Camonica. Visitando il paese non si può non visitare la Parrocchiale di San Salvatore (Duomo), considerato uno degli edifici più imponenti in stile barocco di tutta la Valle Camonica., risalente al 1600. Sulla facciata principale è caratterizzato, da un ampio portale mentre sul lato sud-ovest troneggia il maestoso campanile alto 65 m, richiamante lo stesso stile elaborato e imponente.

La chiesa di S. Antonio con gli affreschi del Romanino - Foto di Roberto Comensoli

Lo stesso campanile è visibile, con scorci estremamente suggestivi da tutto il borgo medioevale e domina la parte centrale del paese. Molte sono le chiese sparse sul territorio di Breno che meritano una visita, come la Chiesa di Sant’Antonio del 1334, che custodisce al suo interno alcuni affreschi del Romanino. Degna di nota è anche la chiesa di Santa Maria al Ponte. Qui già in tempi pre-romani sorgeva un tempio romano dedicato alla dea Minerva e sulle cui rovine venne poi costruita l’attuale chiesa datata 1545.

Villa Gheza, Breno - Foto di Roberto Comensoli

Un monumento di mirabile stramberia architettonica è Villa Gheza. Realizzata da Maffeo Gheza all’inizio degli anni Trenta del XX secolo, questa villa si presenta con tutta la sua imponenza al centro di Breno, proprio di fronte al Palazzo della Comunità Montana. Tipicamente eclettica, presenta un forte riferimento all’architettura araba per espressa volontà del suo realizzatore. Completamente realizzata in cemento lavorato, l’edificio è completamente decorato, sia all’esterno che all’interno, con una molteplicità di motivi geometrici che riprendono la tradizione araba sviluppandosi in interpretazioni di notevole particolarità. La villa è immersa nel verde di un giardino ricchissimo d’essenze rare, frutto di un’attenta progettazione. Il complesso è protetto da un alto muro decorato da numerose iscrizioni dai caratteri arabi. La complessità delle decorazioni esterne si sviluppa anche nei locali interni portando particolare ricchezza compositiva a tutti gli spazi fin nei minimi particolari. I disegni originali e buona parte dei particolari costruttivi sono ancora oggi conservati.

La chiesa di Santa Maria al Ponte, Breno - Foto di Roberto Comensoli

Nei dintorni di Villa Gheza sorge un museo di estremo interesse, il CaMus – Museo Camuno. Al suo interno troviamo una prestigiosa collezione di opere d’arte e di materiale archivistico e bibliografico antico. Il Palazzo della Cultura che ospita il CaMus è ad oggi il principale polo d’attrazione delle attività culturali ed artistiche del territorio.

Testi e fotografie tratti dalla tesi “Paesaggi, architettura e vita della media Valle Camonica – Reportage Fotografico
Autore e Fotografo: Roberto Comensoli