Nel cuore della splendida e soleggiante terra conosciuta come Altopiano del Sole, situato sopra una conca di origine glaciale ad un’altitudine compresa tra i 650 metri registrati lungo il letto del fiume Dezzo e i quasi 2500 della cima del Pizzo Camino, eccoci giungere in uno dei comuni montani più belli, più attivi, più frequentati, più conosciuti di tutta la Valle Camonica, meta principale del turismo estivo ed invernale e delle villeggiature in Valle: siamo a Borno o Bùren.

La piazza centrale di Borno, in tipico stile montano - Fotografia di Roberto Comensoli- Itinerari Brescia

Dire Borno significa parlare di gruppi montuosi. Il paese è limitato a nord dal gruppo del Pizzo Camino, a sud il confine è rappresentato dal Monte Altissimo, a ovest dalla Presolana che domina la Val di Scalve, e a est la vista è sulla catena del Tredenus, sul Pizzo Badile, sul Frerone e sul Colle di San Glisente.
L’altopiano è percorso da numerosi corsi d’acqua, tra cui il fiume Dezzo è probabilmente il più noto ed importante. I due laghi presenti sul territorio, quello di Lova e il lago Giall, sono entrambi artificiali.
La derivazione del nome di Borno, potrebbe essere legata alla voce Born, che stava ad indicare un masso, una roccia o un insieme di entrambi ma il nome potrebbe altre sì trarre origine da Burnus o Burna, termini latini che indicavano una zona posta al limite, una terra di confine. In tempi più recenti è stata più volte formulata la teoria che Borno possa derivare da nomi personali quali Burnius o Burno, ma nessuna di tutte queste interpretazioni, tutte ugualmente verosimili, prevale nettamente sulle altre, e pertanto il mistero e l’incertezza rimangono.

Il centro abitato di Borno ed le cime innevate sullo sfondo - Fotografia di Roberto Comensoli- Itinerari Brescia

Molto numerose e bellissime sono le incisioni rupestri e alcuni siti antichissimi rinvenuti su tutto il vasto altopiano bornese a dimostrazione che l’altopiano stesso, forse per la sua magnifica posizione e per gli importanti sentieri e le strade che da esso passavano, era frequentato fin dai primordi e che la zona era abitata già in epoca preistorica. Curiosamente alcune incisioni sono state scoperte anche su dei massi che erano stati usati, in epoche diverse, per costruire o ristrutturare delle abitazioni o dei muri di sostegno nel centro storico. Nel 1958 durante degli scavi per la realizzazione di una strada e di un muro di sostegno, fu scoperta una piccola e ben conservata necropoli di epoca romana. Furono ritrovate, nello stesso scavo, anche nove epigrafi poste per ricordare i defunti sepolti. Questo attesta l’importanza strategica e militare di Borno che fin da epoca pre-romana fu certamente un nevralgico nodo di transito per la Val di Scalve. Questa posizione sul confine naturale tra le due valli – Camonica e di Scalve – fece in modo che Borno fosse, anche in epoca romana, un sito fortificato e forse anche una stazione militare con postazioni fisse e stabili e che fosse il punto di passaggio obbligato per due dei principali tronconi laterali dei sentieri e mulattiere camune che confluivano poi nella Via Valeriana.


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Ricchissimo di vaste abetaie e di segherie Borno fu importante centro della lavorazione del legno e per questo divenne fulcro di importanti commesse e forniture di legname durante il periodo della dominazione della Repubblica Veneta e successivamente sotto l’Impero Austro-Ungarico. Durante la Prima Guerra mondiale da Borno partì molto legname lavorato a travi per le trincee e i ponti della prima linea anche sul non lontano fronte dell’Adamello. Nel secondo dopoguerra la forte vocazione turistica degli abitanti ha portato Borno ad essere annoverato tra le più importanti e significative stazioni di soggiorno estivo. Dagli anni ‘70 anche il turismo invernale divenne protagonista sulle pendici del Monte Altissimo e questo avvenne con la costruzione di una funivia e di numerosi impianti di risalita per piste per lo sci alpino e per lo sci di fondo. In località Croce di Salven sorsero anche importanti centri di cura per malattie respiratorie.

La parrocchia di San Giovanni Battista, Borno - Fotografia di Roberto Comensoli- Itinerari Brescia

Borno conserva anche numerosi esempi di architettura dei secoli passati, come la Parrocchia di San Giovanni Battista, la cui costruzione fu iniziata nel 1771. Questa sorge sul colle che si erge in centro al paese su progetto del milanese Pier Antonio Ceti e venne terminata nel 1781. Il complesso architettonico risulta essere piacevolmente armonico grazie alla giuste proporzioni degli elementi che lo compongono, un’ampia gradinata che dalla piazza porta allo spazioso segrato, nel quale primeggia la chiesa e il suo campanile.

Interno della parrocchia di San Giovanni Battista, Borno - Fotografia di Roberto Comensoli- Itinerari Brescia

All’interno si possono ammirare gli affreschi del pittore G.Battista Soardi di Breno mentre sopra gli altari le pareti sono guarnite di preziosi dipinti del pittore Lattanzio Querena, le decorazioni degli altari della Madonna del S.Cuore sono opera dell’intagliatore Tommaso Pietroboni da Vione e sulle volte dell’altare maggiore sono presenti dipinti dell’artista Sante Cattaneo. Di grande interesse è nche la Chiesa di San Fermo. Secondo un antica leggenda esisteva, sul colle omonimo, una cappella di dimensioni modeste eretta in memoria dell’eremita S.Fermo. L’attuale struttura fu fatta costruire probabilmente intorno al 1500 e venne poi rifatta nel 1663 con le offerte della popolazione bornese e l’impegno del comune. La facciata esterna presenta un modesto porticato, all’interno si può ammirare un dipinto dove vi è raffigurata la Madonna col Bambino e i santi Fermo e Rustico la cui datazione è stimata attorno al XVII secolo.

Borno è una splendida località turistica che sorge in luogo magico, adatto a chi ama praticare lo sci oppure compiere escursioni immergendosi nella vegetazione verdeggiante.

Testi e fotografie tratti dalla tesi “Paesaggi, architettura e vita della media Valle Camonica – Reportage Fotografico
Autore e Fotografo: Roberto Comensoli