Bienno, il cui nome in origine era Buennum cioè Torrente delle miniere, si trova in provincia di Brescia , nella media Valle Camonica, a circa 70 km dal capoluogo di provincia e dal passo del Tonale. Ad un’altitudine di 450 m s.l.m è contornato dalle vette della Concarena e della Presolana. Fa parte del club de i Borghi più Belli d’Italia creato della Consulta del Turismo dell’Associazione dei Comuni Italiani (ANCI).

Bienno e sullo sfondo il Colle della Maddalena - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari BresciaBienno e il Monte Cerreto - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia
L’antico borgo sorge su una delle colline dominate dal Dosso del Cerreto e conserva in modo quasi integro la struttura urbanistica medioevale del centro storico. Il paese è dotato infatti di una conformazione urbana particolarmente ricca e significativa. È articolato sulla maglia geometrica di fondazione romana – castrum – e presenta tutti i caratteri tipici del borgo medievale, sia nell’evoluzione del tracciato romano sia nell’ampliamento dello stesso in relazione alla conformazione geomorfologica del suolo.


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È percorso dal torrente Grigna che, attraverso le acque incanalate nel Vaso Ré, fornisce l’energia necessaria alle ruote idrauliche per muovere sia i pesanti magli sia le macine dei mulini, trasformando il ferro in utensili forgiati ed i cereali in farina. Le ricchezze prodotte da quest’attività hanno permesso un imponente sviluppo delle architetture, dal medioevo fino al XVIII secolo, abbellite dall’opera di famosi artisti ed artigiani.

La chiesa di Santa Maria a Bienno, Valle Camonica - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia
Il borgo mostra scorci suggestivi, grandi aperture con portali in granito o pietra simona, decorate con stemmi scalpellati o cornici modanate. Dell’importanza raggiunta da alcune famiglie biennesi rimangono numerose tracce e testimonianze nei monumenti, nelle molte dimore gentilizie e nobiliari dalle linee classiche e nella costruzione o riadattamento delle torri dell’antico nucleo medievale, certamente uno dei più belli e meglio conservati della Valle Camonica.

La chiesa di San Pietro in Vincoli a Bienno, Valle Camonica - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

L’arrivo degli artigiani del ferro viene fatto risalire all’850 a.C. e già in epoca pre-romana vi erano officine in cui i fabbri lavorano con l’incudine e il martello, ma il sistema composto da canale, ruota ad acqua e maglio è sconosciuto. La fucina è l’unità lavorativa centrale della siderurgia, punto strategico per lavorazione del ferro. A partire dal X secolo i Benedettini introducono a Bienno l’utilizzo dei mulini, in quanto la ruota a pale si adatta perfettamente alla corrente del torrente Grigna ed è possibile ipotizzare che già attorno all’anno 1000 si siano sperimentate le modifiche necessarie alla trasformazione della ruota ad acqua, tale da renderla adatta per il funzionamento del maglio. Allo stesso secolo si fa risalire anche la costruzione dei primi tratti del canale artificiale, il Vaso Re.
Quando in Valle Camonica il settore siderurgico entra in crisi, il sistema produttivo legato alle fucine rimane vivo solo a Bienno dove gli artigiani del ferro sono ancora apprezzati.

L'eremo di San Pietro e Paolo a Bienno - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

Di notevole interesse storico-artistico è la Parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita, che fu riedificata nei primissimi anni del 1600 in stretta osservanza delle norme controriformate borromeiane. La parrocchia presenta un’unica navata con sei altari laterali e un imponente ciclo pittorico per la maggior parte dei Fiammenghini. Troviamo inoltre delle bellissime cancellate in ferro battuto del 1647 e un organo seicentesco di origini antegnatiane, rimaneggiato dai Serassi nel 1822 e nel 1891 dall’organaro bergamasco Giovanni Manzoni. Ogni altare laterale è una vera e propria cappella autonoma con proprio ciclo pittorico. La volta a tutto sesto è affrescata a medaglioni e trompe l’oeil, mentre nell’abside alle spalle dell’altare maggiore si trova una pregevole pala settecentesca attribuita al pittore veneziano Giovan Battista Pittoni. Il campanile è quello della costruzione preesistente, infatti è ruotato di una decina di gradi rispetto all’edificio attuale.

Il Colle della Maddalena a Bienno - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

Bellissimo il sagrato pensile ed impressionante il piccolo oratorio con affreschi settecenteschi rappresentanti l’Apocalisse. L’altro gioiello architettonico del paese è rappresentato propiro dalla piccola chiesa gotica di Santa Maria Annunziata, situata nella parte bassa del centro storico, detta un tempo Santa Maria degli Orti. Ad una sola navata, essa contiene affreschi di notevole valore prodotti nel corso del XVI secolo da diversi artisti, fra cui Giovanni Pietro da Cemmo e soprattutto di Girolamo di Romano, detto il Romanino. Interessanti come testimonianza delle tradizioni di fede della Valle Camonica sono le immagini di santi che si trovano lungo le pareti della navata: tra di esse ben tre sono dedicate a Simonino di Trento. La pala dell’altare maggiore raffigurante la Annunciazione è opera dei Fiammenghini (1632), mentre sulla controfacciata si trova uno straordinario lacerto di affresco sul Compianto di Cristo morto, di discendenze fiamminghe. Sul colle di Bienno, dal quale di domina l’intera valle, sorge l’eremo di San Pietro e Paolo.

Il complesso di Santa Maria Maddalena sul colle Maddalena a Bienno - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia

È stato eretto sui resti di un convento francescano comunemente definito Convento di S.Pietro. L’Eremo si articola intorno a due chiostri e all’antica chiesa conventuale e all’interno due cappelle consentono celebrazioni raccolte e momenti di preghiera personale. All’esterno un vasto parco verde circonda l’Eremo. La posizione in cui si trova la casa costituisce una terrazza naturale a picco sulla Valle Camonica nella suggestiva cornice dei monti appartenenti alle catene dell’Adamello e della Concarena. A centro metri sorge il Monastero delle Clarisse che volentieri condividono i momenti di preghiera liturgica e la celebrazione eucaristica.

Il Colle della Maddalena ed il Cristo Re, visibile anche dalla tangenziale che attraversa la tutta lal Valle - Fotografia di Roberto Comensoli-Itinerari Brescia
Sempre a Bienno sorge il Colle di Cristo Re – o complesso di Santa Maria Maddalena – che dovrebbe risalire alla fine del XIII-XIV secolo. Il complesso è costituito da due cappelle, denominate di Santa Marta (inferiore) e della Maddalena (superiore). Nel 1516 furono realizzati gli affreschi che decorano la volta a crociera della cappella inferiore, attribuiti a Paolo da Cailina (il vecchio), mentre di autore ignoto sono i dipinti (1575) sulla parete frontale della cappella della Maddalena. Probabilmente successive alla visita di San Carlo Borromeo (1580) sono la sagrestia e la grotta del Sepolcro, dove è collocato un gruppo di statue lignee scolpite nel 1612 da Beniamino Simoni. Nel 1930, in occasione della posa della statua di Cristo Re (opera di Timo Bortolotti), si decise di prolungare la cappella della Maddalena e di costruire l’attuale facciata in pietra ornata da un rosone centrale e da sei colonne con capitelli corinzi provenienti dai ruderi del convento di San Pietro in Barberino (sec. XIII), oggi Eremo di Bienno.Si segnala ancora nel 1931 l’erezione del maestoso Cristo Re presso la collina della Maddalena a Bienno, che dorato domina la bassa valle.

Testi e fotografie tratti dalla tesi “Paesaggi, architettura e vita della media Valle Camonica – Reportage Fotografico
Autore e Fotografo: Roberto Comensoli