Alan Pasotti – Itinerari Brescia prosegue il suo percorso attraverso la fotografia e l’arte contemporanea a Brescia: dopo Giulio Tonincelli, Erminando Ailaj, Domenico Quaranta (Link Art Center) e Paolo Bolpagni vi proponiamo l’intervista ad Alan Pasotti.

Alan

Se dovessi descrivere Alan Pasotti “in perenne movimento” sarebbe, a mio avviso, l’espressione più azzeccata: oggi vi parliamo di questo poliedrico fotografo bresciano di cui ultimamente si sente sempre più parlare e che sta per inaugurare un’importante mostra al Museo Ken Damy.

Da Città del Messico a Brescia…

Lo chiamo bresciano benché nella realtà tutto sia iniziato nel 1974 nella lontana Città del Messico, dove il nostro fotografo nasce e risiede durante l’infanzia. Dal Messico, nel 1987, Alan si trasferisce con la famiglia (il padre era bresciano) a Brescia, ma direi che la vivacità, la spontaneità e l’esuberanza messicane non lo hanno mai abbandonato.

Quando gli chiedo come ha iniziato a pensare alla fotografia la risposta è di quelle che non ti aspetteresti mai

“già a 7 anni guardavo i miei giocattoli come se fossero in una fotografia, non erano solo giochi erano soprattutto i protagonisti di uno scatto!”

Libertà, realtà e sfida

Dopo il diploma inizia a fare una serie di lavori che lo portano fino alla gestione di un noto centro sportivo cittadino fino al momento in cui decide di dedicarsi attivamente alla fotografia: tre cose si percepiscono parlando con lui, libertà, realtà e sfida.

La libertà è senza dubbio il suo stile di vita a cui non è disposto a rinunciare poiché la gestione del proprio tempo è senza dubbio il vero lusso della nostra epoca.

La realtà è la sua cifra stilistica, quasi una dichiarazione di poetica. La fotografia di Alan Pasotti viaggia infatti su due percorsi accomunati dal concetto di realtà: still-life industriale e le splendide fotografie che ama scattare nella vita quotidiana.

“mi piace fotografare ciò che la gente non vede, le cose e le persone che c’erano in un prima e quello che c’è nel dopo”

Alan immagina i contesti e le vite che realmente possono aver caratterizzato i luoghi che fotografa: un immaginario che non è altro che la proiezione di una realtà quotidiana.

La sfida è, come mi dice Alan, mettersi in gioco da un giorno all’altro per far sì che la passione per la fotografia diventasse il suo lavoro. Non è stato semplice e più volte si è trovato in difficoltà, ma la certezza di aver fatto la scelta giusta lo ha spronato ad andare avanti e a proseguire lungo questa strada che oggi gli sta dando importanti soddisfazioni.

Camminando con Davide Capelli

Si arriva così alla mostra che sta per avere inizio presso il Museo Ken Damy di Brescia (l’inaugurazione avrà luogo venerdì 17 giugno 2016 alle ore 19:30) che mette assieme la visione di Alan Pasotti e di un altro talentuoso fotografo bresciano Davide Capelli.

La mostra, composta da 100 scatti dei due fotografi, mette in luce differenti luoghi incontrati da Alan Pasotti e Davide Capelli, con l’obiettivo dichiarato di mostrare vari aspetti della vita o meglio vari tipi di vita e la quotidianità che si incontra attraversando luoghi come Consonno la città fantasma, l’ex manicomio di Mombello, il Duomo Vecchio di Brescia, Porto Venere fino a raggiungere la splendida Barcellona.

Una mostra che sicuramente noi di Itinerari Brescia non ci faremo scappare e che vi invitiamo a visitare fin dalla sua inaugurazione, nell’attesa mi domando qual sarà la prossima sfida di Alan…

Intervista di Lorenzo Del Pietro