In volo sulla provincia di Brescia: Vola solo chi osa farlo – Itinerari Brescia grazie alla scuola Vittoria alata ha avuto l’occasione di sorvolare i cieli della nostra provincia. Un’esperienza meravigliosa vissuta da Laura Gatta che in questa occasione ha intervistato Davide Turelli e Giorgio Galli.

Stabiliti data ora e luogo di ritrovo non mi restava che raggiungere Giorgio per provare la sensazionale esperienza del volo su un ultraleggero.

La mappa del percorso fatto durante il volo - Itinerari Brescia Il tempo meteorologico era l’unico fattore sfavorevole in questa impresa. Così, in quel pomeriggio di pioggia e temporali, ormai convinta di rimanere con i piedi a terra, ho preso l’occasione per fare due chiacchiere con Davide Turelli, uno dei più attivi istruttori presenti in Italia, direttore e istruttore della scuola di volo “Vittoria Alata” e Giorgio Galli, un pilota indipendente che mi ha permesso di vivere questa esperienza portandomi nei cieli bresciani.

Due ultraleggeri - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura GattaUn ultraleggero della "Vittoria Alata" - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

Mentre scoprivo entusiasta cose nuove riguardanti l’affascinante mondo del volo, anche il tempo ha deciso di cambiare, quasi come avesse aspettato fino a quel momento e fosse migliorato per farmi concludere in bellezza il pomeriggio; dopo le interviste, infatti, passato il temporale, ho avuto la fortuna di volare e “vedere cieli più limpidi”.

L – Davide, cos’è la Vittoria Alata e da quanti anni esiste?
D – La Vittoria alata è una scuola di volo a tempo pieno presente nella nostra provincia e a Milano. Nasce con l’obiettivo di soddisfare la continua e crescente domanda di serietà e professionalità di chi oggi vuole avvicinarsi a questo meraviglioso mondo e cominciare a volare.

Un mestiere che faccio oramai da un po’ di anni. Insegno a volare. Il corso prevede 16 ore di volo con istruttore per un totale di 20-22 lezioni e circa 40 ore di teoria in aula. La vittoria alata esiste dal 2005 e siamo basati a Cizzago dal 2006.

L- Per iscriversi al corso, è necessario possedere un aereo personale?
D – Assolutamente no! lo si può noleggiare tranquillamente. La scuola possiede due ultraleggeri, che sono a disposizione degli allievi su prenotazione.

Un ultraleggero della scuola Vittoria Alata - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

L – Ci sono molti allievi iscritti alla scuola?
D – Diciamo che la curiosità verso questo mondo è ancora molto viva. C’è ancora molta gente che vuole imparare a volare e l’ultraleggero è la via più semplice ed economica per cominciare. Siamo aperti a tempo pieno ormai da 8 anni.

L – Da cosa nasce la tua passione per il volo?
D – Tutto nasce da un volo-regalo che mi fece la mia fidanzata, che poi è diventata mia moglie. Un regalo di compleanno che mi ha portato a iscrivermi al corso dopo un solo un mese. Cinque anni dopo lo facevo di professione. È un’esperienza nuova, formativa e gratificante, a cui ho deciso di dedicare un po’ più del tempo libero.

L – Ci racconti una cosa bella e una cosa brutta legata a questa passione?
D – La cosa bella ovviamente è il volo in se stesso. Quando ci si rende conto che si può non solo vedere gli aeroplani volare, ma anche pilotarli di persona e quando ci si accorge che con gli ultraleggeri moderni si può arrivare in Sicilia in 5 ore e si può viaggiare in tutta Europa, si resta meravigliati: le possibilità offerte sono tante. I limiti sono il tempo e i soldi.

La cosa brutta è che essendo un ambiente poco conosciuto a livello popolare, ogni piccolo grande incidente fa molta notizia, finendo spesso sul giornale. Statisticamente un aereo è molto più sicuro di un automobile o di una motocicletta. La differenza sostanziale tra automobile e aeroplano è che l’automobilista è abituato a sentirsi imporre i limiti dall’esterno: limiti di velocità, sensi unici, le precedenze, ecc.

Aviosuperficie S.Lucia - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura GattaDavide Turelli e Giorgio Galli - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

Quando uno riesce a “farla franca” si sente più bravo, furbo e forte. In aeroplano non esiste la furbizia: ci sono limiti dettati dai costruttori che bisogna rispettare, ma non perché prendi una multa, ma perché se esageri rompi l’aereo e ti fai male, o peggio. L’ “homo automobilisticus” (come lo chiamo io), ovvero l’uomo abituato ad andare in auto, non è abituato a rispettare i limiti, non li vede come un modo per diminuire i rischi della strada. Sono un’imposizione da sopportare. In aeroplano, non è così semplice.

Le regole che bisogna seguire, le procedure che ci vengono insegnate nascono da molti decenni di esperienza nella didattica del volo e servono esclusivamente per mantenere il più alto livello di sicurezza possibile. Solo seguendo scrupolosamente gli insegnamenti dati si risolvono i problemi che si possono presentare durante il volo.

L – Cosa frena le persone ad avvicinarsi al volo?
D – Di solito quello che frena la gente è la paura che volare sia costoso; un corso completo costa intorno ai 3500 euro. Poi con 1500/2000 euro/anno si può continuare a volare regolarmente. 200 euro al mese grosso modo, è il costo relativo a mantenere questa passione. Una spesa che si può probabilmente permettere la maggior parte delle persone; bisogna volerlo fare. Si fanno delle rinunce al superfluo, dei sacrifici per raggiungere i propri obbiettivi e soddisfare la propria passione.

Davide Turelli e Giorgio Galli - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta Ultraleggero - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

L – Chi si iscrive generalmente alla scuola? Si iscrivono anche le donne?
D – Grossomodo il 70% degli allievi ha tra i 30 e i 50 anni. Pochi i giovani, probabilmente impegnati da altre priorità. Sempre di più sono gli ultra cinquantenni che riescono a concretizzare il sogno del corso di volo solo con la maturità. Ci sono anche delle donne ma sono poche, in media una su dieci. Per l’iscrizione bisogna avere almeno 16 anni. Si può volare in aereo prima ancora di prendere la patente per la macchina. Gli iscritti vengono da un bacino d’utenza che va dal Lago di Garda fino a Bergamo e Milano.

Davide Turelli e Giorgio Galli - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

L – Come fate ad avvicinare le persone a questo mondo?
D – Una o due volte all’anno organizziamo l’evento “Pilota per un giorno”. Una giornata aperta a tutti e dedicata a chi vuol provare l’ebrezza del volo, ma soprattutto per chi vuol provare a pilotare un aereo. Si vola con l’istruttore come se si fosse iscritti al corso: inizialmente si fa un breefing in aula di mezz’ora circa, in cui viene spiegato quello che si andrà a fare in volo.

In questa mini lezione si spiegano le basi del pilotaggio dell’aeroplano. Il volo, poi, dura 20-25 minuti, sufficienti per capire i rudimenti del pilotaggio.
Per partecipare bisogna iscriversi. Per chi è interessato basta controllare le novità pubblicate sul sito della scuola e sulla pagina Facebook.

Dopo aver parlato con Davide, è il turno di Giorgio Galli, il pilota, anche a lui chiedo da dove nasce a sua passione per il volo.

Laura Gatta e Giorgio Galli prima della partenza per il volo sulla provincia di Brescia - Itinerari Brescia

G – Nasce nella maniera più semplice, come spesso accade: da bambino, quando guardi il cielo e sogni di volare.
Questa passione è stata poi messa da parte, fino a quel giorno in cui ho deciso di iscrivermi al corso per l’attestato VDS (volo da diporto sportivo), presso l’altra scuola di Brescia, la Scuola Volo Brescia di Torbole Casaglia. Durante il corso si incontrano molte difficoltà, difficoltà che vengono sottolineate e fatte notare giustamente dagli istruttori e che generano spesso frustrazione.

In volo sulla provincia di Brescia - Itinerari Brescia Il lago d'Iseo visto dall'ultraleggero - Itinerari Brescia

Alcuni abbandonano o se la prendono con gli istruttori. Ma chi ha la forza di volontà impara a tener duro ed a impegnarsi, così da trasformare la sua frustrazione in un’emozione unica. Chi vola vede “cieli più limpidi”. Tanti momenti entusiasmanti valgono tutti i sacrifici fatti. Ora continuo a volare con gli aerei della Vittoria Alata.

G- Qual è stato il momento più emozionante?
Ogni volta che stacco la mia ombra da terra.

L – Quali sono le cose belle di questa passione?
G – Con meno di un’ora di volo potrei essere a pranzo a Venezia, in meno di due ore nella mia Isola d’Elba, spendendo comunque meno che se ci andassi in auto.

Il Monte Guglielmo visto dall'ultraleggero - Itinerari Brescia La città di Brescia vista dall'ultraleggero - Itinerari Brescia

L – Si sente spesso dire che volare è pericoloso. Cosa ne pensi al riguardo?
Noi siamo addestrati, conosciamo i rischi e li riduciamo al minimo con una grande preparazione. Per volare ci vuole pianificazione e istruzione. Il volo ti insegna ad essere calmo e concentrato, perché durante il volo bisogna tenere conto di tanti fattori e bisogna sempre avere pronto un piano B in caso di emergenza.
Questo è quello che fa il bravo pilota.

L – Che rapporto c’è tra voi piloti?
G – In questo ambiente si creano tante amicizie, esistono persone molto diverse: dall’operaio all’imprenditore, ma tutti siamo legati dalla stessa passione che ci rende uguali: volare.

Lo spettacolare tramonto dopo il temporale, visto una volta atterrati - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

Per maggiori informazioni relative alla scuola: www.vittorialata.com

Ringrazio Davide Turelli e Giorgio Galli per la loro disponibilità.

Intervista a cura di Laura Gatta.