Carlo Fasser: Passione Montagna – Abbiamo l’onore oggi di parlare con Carlo Fasser, presidente del CAI Brescia. Grazie a lui scopriamo questa affascinante realtà.

Carlo Fasser in Pillole …

Carlo Fasser - Itinerari Brescia - Fotografia di Laura Gatta

Sono un geologo libero professionista ancora impegnato sul lavoro. Presidente del Club Alpino per il secondo mandato. Amante della montagna ho il difetto di avere troppi interessi, li voglio avere tutti!
Ho partecipato attivamente a corsi come quello di roccia. Sono arrivato quarto ai campionati nazionali universitari di fondo. Ho potuto frequentare la montagna da subito grazie a mio padre e tutt’ora lo faccio.

La montagna fa crescere, ti educa, ti fa riflettere. Lavorare con e per il Cai è molto appagante ma nello stesso tempo molto impegnativo.
Gestire i “capricci” di 5000 iscritti non è facile: dico capricci in senso buono in quanto sono tutte persone interessate alla montagna e giustamente hanno delle esigenze.

Pensate che il Cai crea le guide alpine, gli accompagnatori di escursionismo, dei seniores, delle gite soft, dei giovani, gestisce scuole di alpinismo, di sci alpinismo, di roccia, ha una commissione medica, una commissione per i rifugi, una per i sentieri, una commissione scientifica e di tutela ambientale, una ricca biblioteca e un archivio fotografico.
Una struttura organizzativa veramente ricca di opportunità e di persone valide e professionali che vogliono condividere le loro passioni. Una struttura che pur essendo così preparata ha delle difficoltà in quanto vanno scarseggiando i volontari: facciamo fatica a trovare spontaneità e generosità.

Facciamo fatica anche ad avvicinare i giovani e soprattutto a collaborare con le scuole. Se riuscissimo a portare una scolaresca in un rifugio insegneremmo un stile di vita diverso basato sull’educazione al sacrificio mirato. Un buon metodo per crescere, per godere al meglio delle bellezze naturalistiche e paesaggistiche che ci offre il nostro territorio.
Al contrario invece i “giovanissimi” seniores ci danno delle belle soddisfazioni: sono i più entusiasti partecipanti alle gite. Sarebbe interessante passare questa passione anche ai ragazzi.

Come nasce il CAI di Brescia, com è strutturato e di cosa si occupa?

CAI - Itinerari Brescia

È una società di servizio che insegna alla persone ad andare in montagna con ragionevolezza e sicurezza. Il nostro Impegno più grande con tutti quelli che portiamo in montagna è anche quello di far conoscere e far rispettare quello che ci sta attorno.

Nato nel 1874, ha 141 anni di storia. Grazie a sei appassionati nasce questo club, all’inizio elitario che aveva come fine quello di esplorare e far innamorare tutti della montagna. La cultura, la storia sono sempre stati aspetti importanti per questa associazione: ne sono la prova i corsi che teniamo in sede, la biblioteca accessibile a tutti, i convegni e gli aggiornamenti costanti per essere sempre più qualificati e professionali.

È una organizzazione molto complessa ma è pur sempre soddisfacente vedere che le persone si appassionano alla montagna anche grazie a noi. E i numeri ne sono la prova.
Ora il Cai di Brescia conta circa 5.000 iscritti, con 12 sottosezioni sparse per la provincia. Siamo una delle poche sezioni nazionali che non vede calare gli iscritti. Ci si associa venendo in sede e consigliamo a tutti gli appassionati di farlo in quanto partecipando alle gite si è coperti da assicurazione.

John Ruskin diceva: “Le montagne sono le grandi cattedrali della terra, con i loro portali di roccia, i mosaici di nubi, i cori dei torrenti, gli altari di neve, le volte di porpora scintillanti di stelle”; quali sono le “cattedrali” della nostra provincia che consiglia di “visitare”?

Noi abbiamo l’Adamello che ha mille pregi. Ai suoi piedi ha il ghiacciaio più esteso di Europa. È un museo a cielo aperto. Con resti e ricordi della Grande Guerra.
Hanno riattivato da poco la galleria nel ghiaccio che attraversava il ghiacciaio; veniva utilizzata dagli alpini che, per non farsi ammazzare dagli austriaci che erano al rifugio Mandrone ,“costruirono” questa galleria dal Pian di neve, dove erano loro.

Altre “cattedrali” bresciane sono il Guglielmo, Golem, Culmine, bellissimo quando innevato;
il Pizzoccolo sul Lago di Garda: una vista sul lago incredibile, da non perdere. Il Maniva imperdibile per un bresciano.
Quello che posso dire è che siamo circondati di storia e di bellezze: le nostre montagne parlano e ci offrono paesaggi spettacolari e una biodiversità caratteristica.

La montagna emoziona.

Ringraziamo di cuore Carlo Fasser per averci aiutatoa  comprendere di più l’importante realtà del CAI.